Cambia il clima, cambia la tecnica colturale

Uso di traspiranti naturali, defogliazioni in post-invaiatura, posticipo della potatura invernale, rifinitura manuale posticipata. Accorgimenti per riequilibrare le maturazioni senza stravolgere i protocolli produttivi


clima

Se il 2014 e stato caratterizzato da precipitazioni frequenti e da una forte pressione di alcuni patogeni, quali peronospora, botrite e marciume acido, il 2015 si e contraddistinto per un decorso estivo particolarmente caldo e per eventi siccitosi che hanno decisamente contenuto la pressione dei patogeni, ma hanno causato anomalie nella successione delle fasi fenologiche e nei processi di maturazione dell’uva. Si sono di fatto ripresentate le problematiche già chiaramente emerse in precedenti annate contraddistinte da un decorso estivo simile a quello del 2015, ovvero: 2003, 2007, 2011 e 2012. In tali annate una particolare attenzione dove essere rivolta al controllo dei processi di maturazione dell’uva.

Il cambiamento climatico in atto anche nel nostro paese, che ha visto una progressiva tendenza all’aumento della temperatura media dell’aria a partire dagli anni ’80 del secolo scorso (+0,36 °C ogni 10 anni nel periodo 1981-2014), spinge a tenere in attenta considerazione anche gli eventi meteorologici estremi quali: piogge particolarmente abbondanti, siccità e ondate di calore, che sembrano in intensificazione in questi ultimi anni. Di recente, infatti, e stato registrato un significativo incremento dei giorni estivi (ovvero del numero di giorni con temperatura massima superiore a 25 °C) e delle notti tropicali (cioè del numero di notti con temperatura minima superiore a 20 °C) (Ispra, 2015).

I guai nel vigneto

Gli effetti di questi cambiamenti climatici sul ciclo delle piante sono rilevanti; una delle reazioni più evidenti della Vitis vinifera all’aumento della temperatura e l’accorciamento della durata delle fasi fenologiche, che, peraltro, si verificano con un considerevole anticipo rispetto al passato. In particolare, le ultime fasi della maturazione spesso coincidono con periodi particolarmente caldi; una diretta conseguenza di questo fenomeno e di norma un accumulo troppo rapido ed eccessivo di zuccheri, spesso associato a scarsi livelli di acidità colore, pH elevati e aromi atipici (Palliotti et al. 2014). Di conseguenza, il vino che ne deriva può risultare troppo alcolico, poco fresco, cromaticamente insufficiente, dotato di una componente aromatica sbilanciata ed esposto a problemi di stabilita e conservazione. In tali situazioni, …

 

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