Vinitaly, le cinquanta primavere

Vinitaly celebra il mezzo secolo. Spazio a sostenibilità, innovazione e web


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«Da un grande passato nasce un grande futuro». Così si presenta il “Salone internazionale del vino e dei distillati”, in cartellone a Veronafiere dal 10 al 13 aprile, agli operatori del comparto vitivinicolo attesi da oltre 140 Paesi. «Raccontare 50 edizioni di Vinitaly, nato nel 1967 a Verona con le “Giornate del Vino Italiano”, significa ripercorrere 50 anni di storia del nostro Paese che proprio attraverso il vino ha saputo farsi conoscere ed apprezzare nel mondo – dice il presidente di Veronafiere Maurizio Danese».

Un’edizione record con più di 4.100 espositori ed oltre 100mila m2 di superficie, che segna per il direttore generale Giovanni Mantovani anche «l’implementazione di un progetto di sviluppo per fare del Vinitaly una fiera del vino non-stop, 365 giorni all’anno: una community di produttori, opinion leader, buyer internazionali, in grado di far circolare e crescere idee e relazioni commerciali su scala globale».

Il world wine web

Un’edizione che sarà caratterizzata dall’iniziativa “World wine web” del Mipaaf: un ciclo di 10 incontri con i principali protagonisti del web (da Facebook a Twitter, da eBay ad Amazon fino a Google) per offrire alle aziende del settore gli strumenti per affrontare le nuove sfide del mercato online. «La strada da percorrere per il futuro del nostro vino – afferma il ministro Maurizio Martina- passa da questi canali, dobbiamo non solo imparare a sfruttarli meglio per renderli strumenti di competitività». Il Ministero è impegnato nella valorizzazione dei prodotti di qualità su piattaforme come Google e nella lotta all’agropirateria con eBay e Alibaba. «Siamo l’unica istituzione al mondo a garantire ai marchi geografici la stessa tutela dei brand commerciali contro i falsi».

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Il ministro Maurizio Martina tra Danese e Mantovani.

 

SCAFFALI IN RIPRESA

Dopo anni di stasi, si registra una crescita delle vendite di vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione. L’istituto di ricerca Iri ha elaborato per Veronafiere i dati 2015. Le vendite delle bottiglie da 75cl di vino comune aumentano del 2,8% a volume e del 4% a valore, Doc, Docg, Igt dell’1,9% e 3,8%. Risultati positivi anche per gli spumanti: +7,8% a volume e +7,5% a valore, anche se il prezzo medio è leggermente ridimensionato rispetto al 2014.

I vini biologici crescono a volume del 13,2% (a valore del 23%), ma i litri venduti sono ancora limitati: un milione e 630mila.

Il vino più venduto in assoluto nei supermercati italiani rimane il Lambrusco con 12 milioni e 771mila litri venduti, sempre tallonato dal Chianti, che vince però la classifica a valore. Al terzo posto sale lo Chardonnay, 9% a volume. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (+4,6%), del Vermentino (+8,5%) e del Trebbiano (+5,6%). Tra i vini ‘emergenti’, il primo posto va alla Passerina marchigiana, con una progressione del 34,2%.

 

L’edicola di VigneVini


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