Contenitori enologici: dalle barrique alle giare, una nuova moda?

Si moltiplicano le forme, i materiali e i diversi effetti sul vino. Oltre a dover realizzare al meglio le fasi di fermentazione, conservazione e, quando necessario, l’invecchiamento del vino, i contenitori enologici tornano a rappresentare un’importante leva di marketing


contenitore

Nell’evoluzione dei contenitori per il vino, dall’antichità ai giorni nostri, abbiamo assistito ad una variazione nella scelta dei materiali di costruzione e di conseguenza alla modifica della forma geometrica del contenitore stesso. Siamo così passati dalle anfore in terracotta, impiegate dai popoli dell’antichità, alle botti di legno che sostituirono completamente le anfore, questo perché conferivano una maggiore praticità e resistenza al trasporto. Il contenitore di legno, ancora oggi molto diffuso, fu per secoli l’unico serbatoio per vino, efficiente e relativamente economico perché di facile reperimento. Dai primi anni del secolo scorso iniziò un lento declino del legno sostituito in un primo tempo dalle cisterne in muratura poi in cemento armato a forma di parallelepipedo e dagli anni ‘70 dall’acciaio e dal poliestere rinforzato con fibra di vetro (PRFV) meglio conosciuto come vetroresina, cisterne prevalentemente a forma cilindrica. Questi materiali dagli anni ‘80 hanno dovuto cedere il passo all’acciaio inossidabile, grazie agli innumerevoli vantaggi tecnologici ad esso collegati, come possibilità di controllo delle temperature, facile applicazione di accessori e possibilità di modellare serbatoi di qualsiasi forma.

Contatti e cessioni

Oggi viene posta una grande attenzione ai materiali che vanno a contatto con il vino, il contenitore non rimane inerte ma apporta il suo contributo all’evoluzione del prodotto. Per l’interazione del recipiente, un vino derivato da uve ottime può diventare eccellente, anonimo o, al peggio, alterarsi (ossidato, spunto, etc).

Al vaso vinario, in sostanza, si chiede: di non cedere sostanze nocive al vino ed alla salute; di non causare o facilitare mutamenti negativi (ossidazioni, riduzioni); di essere di facile manutenzione, pulizia e sanificazione; di avere un costo economicamente accettabile. Per quanto detto è evidente l’importanza della scelta del materiale di costruzione del vaso vinario in funzione della fase di elaborazione del vino: sedimentazione, fermentazione, rifermentazione, conservazione affinamento o invecchiamento.

Spesso, in cantina, più che a scelte ponderate, dettate dalla ricerca e dalla sperimentazione, siamo stati abituati a scelte dettate dalla moda del momento. Per questo nel mondo del vino abbiamo a volte assistito, non solo per quanto riguarda i contenitori, alla veloce ascesa di popolarità di una scelta a scapito dell’altrettanto celere abbandono di un’altra. Eclatante il caso dei contenitori in cemento sostituiti, a volte frettolosamente, con i vasi vinari in acciaio inox.

L’epopea del legno

L’affinamento in legno è un processo di elaborazione attraverso il quale i vini acquistano, con il tempo, caratteristiche chimiche e organolettiche diverse da quelle originarie.

Nell’antichità il vino …

 

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