Commercializzazione – Investire in una strategia e stupire con la qualità

Packaging, commercializzazione, distribuzione ed elementi poco considerati come la partecipazione a fiere e a winemaker dinners. Viaggio dentro ai costi commerciali con lo strumento della contabilità analitica


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Dopo aver affrontato i costi del vigneto (Vignevini 2/2016 pag 64) e della cantina (Vignevini 3/2016 pag 50) con la vinificazione e l’invecchiamento eccoci giunti alla fase finale, quella che comprende i costi relativi a imbottigliamento e packaging e di commercializzazione e distribuzione dei vini.

Gli strumenti per l’analisi della struttura dei costi sono quelli del modello di contabilità analitica della quale abbiamo già parlato nei numeri precedenti di VigneVini, sviluppato dall’Università di Firenze e dal cui progetto sono nati un software, Verify Wine (www.verifywine.it) e uno spin-off,  ovvero Winecosts, la cui attività sarà quella di introdurre nelle aziende questo nuovo criterio di valutazione e gestione dei costi aziendali.

I costi per il confezionamento e la commercializzazione dei vini sono affrontati dal modello in modo accorpato come è riportato anche nei manuali e in letteratura ma, come spiega Maurizio Campisi che sta utilizzando e validando i nuovi strumenti di analisi in alcune aziende, questi  potranno essere scorporati tra loro con la possibilità anche di differenziare le analisi che si vanno a fare all’interno dell’ultima fase in funzione di fattori diversi come ad esempio il mercato di destinazione.

Le voci di costo

«Per quanto riguarda la fase di imbottigliamento e commercializzazione – spiega Marco Bertocci dell’Università di Firenze – le voci che vanno a comporre il costo dei fattori della produzione sono il personale familiare, il personale non familiare, i costi generali, le quote di ammortamento, che includono la sommatoria delle quote di auto e furgoni impiegati per la commercializzazione, le attrezzature (imbottigliatrice, etichettatrice, ecc.), gli immobili destinati a ufficio, imbottigliamento e magazzino e infine i costi variabili, che comprendono carburanti e lubrificanti, conto terzi, costi commerciali e distributivi, packaging, consorzio di tutela e certificazione».

Il modello inoltre analizza, evidenziandoli, oltre ai costi espliciti che comprendono tutte le spese monetarie e che corrispondono alla somma dei costi generali, variabili e relativi al personale non familiare, anche quelli impliciti, che includono, per la fase di imbottigliamento e commercializzazione, le quote di ammortamento e i costi del personale familiare.

Osservando ad esempio i dati riferiti al Brunello di Montalcino, …

 

Leggi l’articolo completo pubblicato su VigneVini n. 6/2016

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