ORTICOLTURA –

Sempre più vivaisti realizzano anche piante destinate agli appassionati dell’orto e del giardino. Tra imaggiori clienti la gdo che sta ampliando gli spazi di vendita dedicati a questo settore

Crescono le produzioni per gli hobbisti del verde

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Diplomato, 57enne, di sesso maschile, mosso dal piacere di mangiare prodotti sani e genuini o di recuperare il rapporto con la natura e le tradizioni familiari: questo l’identikit dell’hobby farmer (agricoltore per hobby) emerso dalla ricerca effettuata nel 2012 da Nomisma. L’interesse per i non addetti ai lavori nei confronti della vita di campagna è in aumento e la quasi totalità delle produzioni viene impiegata per il consumo familiare, scambiata o regalata ad amici e parenti.

A conferma dell’incremento del gusto del fai da te, le catene di distribuzione dedicano sempre maggiori spazi a piante e materiali per gli appassionati del verde. Richieste che anche le aziende di produzione devono e vogliono soddisfare.

La pianta per l’hobbistica è in tutto uguale e coltivata con la medesima cura di quella destinata al professionale, anzi i dettagli sono più cospicui: dai contenitori, alle etichette, ai suggerimenti per la cura; servizi in più per clienti (gdo), che vogliono un prodotto da porre direttamente sullo scaffale per una permanenza di circa 4-5 giorni, e per il consumatore finale, che è sempre più curioso e preparato.

Rivolto agli appassionati di Sicilia e Calabria, è Il giardino delle meraviglie di Vittoria (Rg), radicato nel territorio ormai da vent’anni, produce circa 30-35 milioni di piantine per l’orto-giardino, numeri in aumento per soddisfare la rete di clienti costruita nel tempo.

Aumentano gli appassionati

«In questi ultimi anni – spiega il titolare Gaetano Gerace – l’aumento degli appassionati è evidente. Sebbene il singolo individuo acquisti un minor numero di piantine, la richiesta è aumentata giustificando, quindi, l’incremento dei volumi totali».

Nel 2012, a conferma della crisi generalizzata, accanto a piante ben formate allevate in vasi dal diametro di 10 e 14 cm, sono cresciute le richieste dei pack di plastica termoformata e riciclabile da 6 o 12 piantine. Le scelte sono rivolte a piante rustiche, che presentino tolleranze/resistenze multiple e legate alla storia del territorio; si tratta quindi di varietà locali, regolarmente registrate, che rievochino il gusto del passato. Le solanacee sono le più richieste, seguite dalle cucurbitacee; in crescita le condimentarie come basilico e prezzemolo e in generale le aromatiche.

Le speedy plant

Diversa la situazione di altre due importanti realtà siciliane. Il Centro Seia di Ragusa, specializzato in piante da orto innestate, destina la produzione hobbistica al mercato estero (Germania, Francia, Svizzera) e in particolare ad altri vivai che continuano le fasi successive o aziende che vendono per corrispondenza.

Destinate principalmente a Italia e Austria sono invece le piante di Il Vivaio del Lago, azienda del gruppo Centro Seia che, nelle Marche, produce circa 1,5 milioni di piante da hobby. «Per questo comparto – afferma Giovanna Causarano del Centro Seia – è fondamentale la programmazione e la puntualità nelle consegne». Le specie maggiormente richieste da questi mercati sono cetriolo e pomodoro, anche se non mancano melanzane e peperoni. Vendere piante allo stadio di “speedy plant” permette di ottimizzare gli spazi in serra e i costi di trasporto.

Il contenimento dei costi è un imperativo per un’azienda che vuole continuare a essere competitiva. Anche Ecofaber di Modica (Rg) la pensa allo stesso modo. «Negli ultimi anni – afferma Paolo Ristuccia, tecnico responsabile della produzione di Ecofaber – abbiamo investito sulla meccanizzazione per elevare l’efficienza del processo di produzione. Per esempio abbiamo acquistato una macchina per decatastare i contenitori e applicare l’etichetta automaticamente».

Preferite le innestate

Diminuzione degli sprechi e dell’impatto ambientale sono altre voci importanti e per questo nei protocolli colturali delle produzioni hobbistiche è ormai previsto circa il 25% in meno di antiparassitari rispetto al settore professionale. Così Piante&Passione, divisione hobbistica di Ecofaber, si rivolge in maniera sempre più convincente al mercato italiano. Anche in questo caso, punta di diamante è la produzione d’innestate, richiesto da 10 vivai italiani dislocati in diverse regioni che si occupano di rinvasare in contenitori del diametro di 14 o 17 cm. Sebbene più costosa per il consumatore finale, la pianta innestata è ideale nella coltivazione in condizioni stressanti come quelle del balcone o del terrazzo, permettendo di ottenere un risultato soddisfacente sotto il profilo produttivo ed estetico.

I numeri per le innestate di Ecofaber sono quindi aumentati di circa il 20% e le richieste a livello nazionale riguardano essenzialmente la melanzana (lunga nera per il Centro-Sud Italia, nera e violetta di Firenze), il pomodoro tondo liscio e San Marzano con richieste specifiche di nicchia in base alla regione, ad esempio il Pantano Romanesco in Lazio e il Cuore di Bue in Piemonte. Per il peperone si prediligono i quadrati rossi e gialli. Per quanto riguarda, invece, il mercato siciliano, l’incremento dell’innestato, in media 8-10% annuo, è essenzialmente legato all’abilità del rivenditore. «L’attività d’informazione e divulgazione dei vantaggi dell’uso di piante innestate anche per l’hobbistica – spiega Luca Lombardo, area manager Piante&Passione per la Sicilia – è ancora carente e legata all’abilità dei rivenditori di spiegare in maniera esauriente le caratteristiche del prodotto».

Le varietà tipiche

Se è vero che il legame del prodotto con il territorio e l’uso di ecotipi rappresentano l’essenza dell’orticoltura amatoriale, negli anni l’attività di promozione nelle varie regioni ha permesso di avviare una deregionalizzazione per cui le varietà tipiche di alcune regioni si stanno diffondendo anche in altre zone.

Le catene della grande distribuzione organizzata sono interessate ad accogliere queste nuove tipologie di prodotto, ma non sono ancora ben organizzate e in grado di gestire piante più deperibili rispetto a quelle che fino a oggi hanno ospitato. Manca anche il personale specializzato che possa curare adeguatamente le piante per il periodo più lungo possibile; nei prossimi anni si vedrà certamente crescere la richiesta di formazione per il personale interno alla gdo in modo da soddisfare queste nuove richieste. Così come sembra che negli anni futuri anche altri Paesi del Mediterraneo come Tunisia e Marocco vedano una potenzialità commerciale in questo settore.


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