ORTICOLTURA –

Il lavoro incide per il 23% sul totale, seguito dall’acquisto delle piantine (14%), dalla struttura e dall’affitto del suolo (11%), dai formulati per favorire l’allegagione (9%).Ma risparmiare si può

E nel bilancio colturale pesa molto la manodopera

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La melanzana è coltivata principalmente nella fascia orientale della Sicilia, ma sta progressivamente assumendo importanza anche nella parte occidentale. Dopo il pomodoro, rappresenta una referenza di spicco soprattutto in ciclo extrastagionale. È molto produttiva e quando i prezzi di mercato non scendono, gli agricoltori riescono a ottenere ottimi risultati; tuttavia si tratta di una commodity per cui il contenimento dei costi di produzione, soprattutto nel periodo storico che si sta attraversando, è un imperativo.


«Le piante – afferma Sebastian Nigro, agronomo di Costantia srl di Vittoria (Rg) – sono spesso innestate su Solanum torvum, che si mostra particolarmente tollerante ai patogeni tellurici». Attualmente, oltre al S. torvum si stanno diffondendo come portinnesti anche ‘Espinà. Il ricorso alle piante innestate è solitamente accoppiato alla sterilizzazione con cloropicrina e/o fosthiazate oppure metam sodio e/o fosthiazate. Ancor meglio è abbinare la solarizzazione al fosthiazate e all’innesto. Le soluzioni, comunque, sono numerose e in base alle scelte si può ottenere un risparmio di circa il 2%.


Se da un lato, quindi, il ricorso all’innesto fa innalzare i costi di acquisto del materiale vegetale, dall’altro permette di contenere gli attacchi di fitofagi tellurici e quindi i trattamenti fitosanitari a vantaggio degli aspetti salutistici ed economici.


La coltivazione, così come per il pomodoro, avviene sia nelle serre a capannina in piedritti di cemento vibrato, intelaiatura in legno e copertura in polietilene, sia in serre tunnel in profilati metallici e copertura in polietilene fissato tramite tubi avvolgitori, attrezzate talvolta anche di impianti di condizionamento. Il costo della struttura e l’affitto del suolo incide per circa l’11%, mentre quello della plastica impiegata per la copertura del tetto, delle pareti laterali e per la pacciamatura rappresenta poco più del 7%.

Differenze dal pomodoro


Rispetto alla tecnica colturale del pomodoro, nonostante i punti in comune siano numerosi, ci sono alcune differenze che riguardano principalmente il maggior uso di sostanze alleganti e la difesa fitosanitaria. L’impiego di reti antinsetto è una scelta consolidata per evitare l’accidentale ingresso di aleurodidi o comunque di vettori di virus. A fronte dell’innalzamento dell’umidità relativa, l’attenzione alle problematiche fitopatologiche aumenta, soprattutto in considerazione della maggiore predisposizione della melanzana a malattie fungine quali l’oidio, la cladiosporiosi e la botrite. Proprio per limitarle, in generale, le nuove cultivar presentano un portamento più aperto e sono coltivate con sesti più ampi rispetto alle vecchie che si mostravano predisposte alla colatura dei fiori. In questa situazione l’incidenza dell’acquisto delle piantine è del 14% rispetto al totale e quello dei trattamenti fitosanitari del 6%.


Per ottenere una buona produzione è necessario assicurare la più elevata percentuale di allegagione. Ormai è consolidato l’uso dell’estere del Mcpa e dell’acido giberellico regolarmente registrati per melanzana. Il trattamento si effettua ogni 4-8 giorni in maniera localizzata su ogni fiore. Questi formulati sono inclusi nella voce fertilizzanti, che rappresenta quasi il 9 % del costo totale.


Il sistema di allevamento è a 2 branche, a volte anche 3, e per favorire la crescita in verticale delle piante, si adoperano tutori costituiti da fili di nylon fissati verticalmente alla base delle piante e collegati solitamente ad un filo di ferro disposto lungo l’asse trasversale della serra. La densità d’impianto è più bassa rispetto a quella del pomodoro e varia da 2.200 a 2.600 piante/1.000 mq.

Trapianto e fertirrigazione


Il trapianto, per i cicli autunno – vernini – primaverili, economicamente più vantaggiosi, avviene nel mese di settembre e può durare fino a 9 mesi per una resa media di 100-150 q/1.000 mq.


Anche per la melanzana le tecniche di potatura verde assumono grande importanza, sebbene la frequenza risulti minore rispetto al pomodoro, vista la struttura di questa solanacea. Si tratta solitamente della sfogliatura, che consente di mantenere un migliore stato fitosanitario, e della scacchiatura che favorisce la ventilazione tra le piante. Non è necessario fare altre tipologie di operazioni per cui l’incidenza della manodopera è leggermente inferiore rispetto al pomodoro.


Oltre alla concimazione organica si ricorre alla fertirrigazione impiegando soluzioni nutritive con rapporto ionico variabile in funzione dello stadio fenologico, della stagione, della qualità dell’acqua d’irrigazione e della varietà coltivata. Nelle prime fasi, quando si vuole facilitare l’attecchimento e la produzione di fiori, il rapporto NPK è 1-2-1; avvenuta l’allegagione bisogna assecondare la maturazione dei frutti senza trascurare la crescita dell’apparato fogliare, spostando quindi l’equilibrio a favore del potassio (2-1-2). In generale, rispetto al pomodoro, i quantitativi finali di azoto sono maggiori in considerazione delle caratteristiche strutturali della melanzana che deve sostenere delle bacche dal peso notevole.


Anche per la melanzana il costo che maggiormente incide sul bilancio colturale è la manodopera (circa il 23%) e, così come per il pomodoro, possono essere applicati degli accorgimenti che permettono di agire su alcune voci. Il montaggio e smontaggio del film plastico può essere ridotto di circa il 40% impiegando plastiche biennali; firmare un contratto di affitto del terreno quinquennale piuttosto che annuale permette di ottenere un risparmio immediatamente tangibile e al contempo di effettuare una programmazione su un periodo più lungo.


La scelta di pagare i mezzi tecnici (presidi fitosanitari e fertilizzanti) a 90 o addirittura 120 giorni dall’acquisto fa innalzare ulteriormente la spesa. La possibilità, invece di richiedere un prestito in banca e acquistare in contanti permetterebbe di guadagnare un altro 3% circa a favore di altri investimenti. Vista la significativa incidenza della manodopera sul bilancio, l’ottimizzazione di questa voce tramite la presenza di un buon responsabile aziendale che coordini il lavoro, rappresenta certamente una scelta vincente

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