DOSSIER IRRIGAZIONE –

Ali gocciolanti: le scelte d’impianto devono essere personalizzate, in base a estensione, pendenza e disponibilità economiche. E la prima preoccupazione deve riguardare l’adozione di tempi corretti di irrigazione

Goccia: come, quando e quanto

Tubo per irrigare

Gli evidenti cambiamenti climatici che ci accompagnano già da diversi anni hanno determinato un nuovo approccio da parte dei viticoltori nei confronti della tecnica irrigua. In questo contesto ha giocato un ruolo fondamentale la forte evoluzione della tecnica di irrigazione a goccia che per il vigneto presenta delle peculiarità del tutto irrinunciabili.

Vantaggi
Razionalità. L’irrigazione a goccia è sicuramente la tecnica irrigua più razionale in grado di permettere apporti idrici anche modesti e precisamente localizzati a disposizione dell’apparato radicale. Una soluzione che permette di controllare al meglio lo stress idrico della pianta senza mai arrivare ad eccessi che potrebbero essere negativi dal punto di vista qualitativo delle produzioni.

Risparmio idrico. La localizzazione dell’acqua, la non totale bagnatura del terreno e la forte riduzione dell’evaporazione sono elementi in grado di generare forte riduzioni dei consumi irrigui.

Risparmio energetico.Effettuare l’irrigazione con volumi idrici ridotti erogati a pressioni mai superiori a 4 bar ha come immediata conseguenza quella della riduzione delle richieste energetiche per l’esecuzione della pratica irrigua.

Costi di esecuzione modesti. A fronte di maggiori costi per l’installazione di impianti fissi, i cui oneri sono direttamente proporzionali alla superficie, deve anche essere considerato un forte contenimento delle spese di esecuzione dell’irrigazione secondo un rapporto di tempo richiesto che come minimo è di un quarto rispetto all’adozione di sistemi per aspersione.

Altri vantaggi dei sistemi a goccia sono sicuramente la sua applicabilità anche in presenza di disponibilità idrica modesta, la sua adottabilità anche nelle aree collinari dove la pendenza rende inapplicabili altre tecniche irrigue, la possibilità di utilizzare l’impianto per l’esecuzione di una precisa localizzazione dei fertilizzanti a mezzo fertirrigazione e non ultimo la maggiore tempestività degli interventi.

Limiti
Turni brevi. L’esigenza di realizzare interventi irrigui secondo turni brevi è il principale limite dei sistemi di irrigazione a goccia al quale troppo spesso non viene attribuita la giusta considerazione. In questo senso diventa fondamentale la conoscenza dei meccanismi di movimento dell’acqua nei differenti tipi di suolo quando questa viene localizzata con questa tecnica.

Scelte di impianto
Dal punto di vista pratico l’irrigazione a goccia necessita delle corrette scelte di impianto ma soprattutto delle appropriate conoscenze sia in termini di frequenza che di durata delle irrigazioni.

Sulle possibili tipologie d’impianto da realizzare esistono una serie di variabili che possono essere vincolanti o di libera scelta. L’adozione di ali gocciolanti autocompensanti per esempio è indispensabile in condizioni di pendenza mentre diventa soggettiva in condizioni pianeggianti dove l’eventuale problema della lunghezza dei filari può essere risolto spostando la linea di alimentazione principale. Una scelta che oggi sembra poco condivisa, ma che molto spesso risulta più economica, grazie al vantaggio del minore costo dell’ala gocciolante a portata variabile. Il gocciolatore autocompensante è infatti uno strumento estremamente interessante ma costruttivamente più complesso, costituito in più parti, e maggiormente soggetto ad invecchiamento della membrana che nei gocciolatori normali non esiste. Ovviamente il corretto funzionamento dell’impianto dipende dalla qualità del suo dimensionamento e dalle numerose variabili che entrano in gioco a partire dal diametro delle ali stesse, dalla spaziatura fra i gocciolatori e dalla loro portata. Parametri questi che assieme alle caratteristiche di tessitura del suolo indirizzeranno la scelta dei turni e della durata ideale dell’irrigazione. In ogni caso, essendo un impianto a goccia destinato a durare quanto la vita del vigneto, non sono mai consigliate speculazioni sullo spessore delle linee gocciolanti che devono essere come minimo di 1 millimetro.

Sopra o sotto il terreno?
Relativamente al posizionamento dell’ala gocciolante invece permangono differenti scuole di pensiero a partire da quella più classica fino alla più innovativa.

Ala gocciolante appesa al filo. È la soluzione più classica che offre il vantaggio dell’immediatezza del controllo di inizio stagione pur essendo di intralcio nell’esecuzione della spollonatura meccanica. Per quanto riguarda la vendemmia non presenta controindicazioni tanto che può tranquillamente entrare nel tunnel di raccolta senza essere danneggiata.

Ala gocciolante posata a terra. È invece la soluzione più economica che tuttavia necessita di particolari accortezze nella gestione dei filari e non permette l’utilizzo di macchine interceppo imponendo per questo una scrupolosa esecuzione del diserbo sulla fila.

Ala gocciolante interrata. A fronte di un costo di impianto quasi doppio, offre il vantaggio di essere fuori dal rischio di danneggiamenti accidentali pur non permettendo un controllo diretto sul funzionamento della stessa. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla maggiore area di bagnatura che sfrutta anche la risalita capillare dell’acqua dal punto di erogazione. Il maggior costo è dovuto al tipo di ala gocciolante specifico, alla presenza di doppi collettori e valvole di sfiato d’aria oltre che ai maggiori oneri di posa in opera delle linee sia primarie che secondarie.

Il turno e la durata

Uno degli aspetti fino ad oggi ancora troppo poco approfonditi riguarda proprio l’utilizzo dell’impianto a goccia. Innanzitutto va preso atto del fatto che si tratta di un sistema di irrigazione differente da quelli classici con il quale l’irrigazione deve necessariamente partire più anticipatamente. Il grande vantaggio da questo punto di vista è quello di potere intervenire quando la pianta non ha ancora raggiunto condizioni di stress come quelle più avanzate che si attendono prima di effettuare interventi classici ed oltretutto la possibilità di realizzare apporti modesti. Questi però devono avere una durata minima ed una massima che dipende dalla tessitura del terreno, dalla spaziatura fra i gocciolatori e dalla loro portata. E’ in noto che nei terreni sabbiosi la spaziatura deve essere più ravvicinata perché l’acqua tende a muoversi in senso prevalentemente verticale rispetto a quanto accade nei terreni argillosi dove è più accentuata l’attività igroscopica e l’acqua si sposta molto più lentamente in profondità. Il minimo tempo di funzionamento deve essere quello che permette all’acqua di arrivare a localizzarsi nella posizione esplorata dall’apparato radicale ed in questo senso è molto importante tenere presente la portata dei singoli gocciolatori (è evidente che un gocciolatore da 2 litri l’ora, rispetto ad uno che ne eroga 4, deve funzionare per il doppio del tempo). La durata massima dell’irrigazione deve invece essere quella oltre il quale l’acqua distribuita si spingerebbe a profondità inutili per l’apparato radicale che si trova in posizione più superficiale. Tempi eccessivi da questo punto di vista non sortiscono effetti negativi sulla pianta ma generano sprechi che sono da evitare anche perché una delle principali prerogative dell’irrigazione a goccia è proprio quella del risparmio idrico. Quello che deve essere chiaro è che, a parità di acqua somministrata, tempi di irrigazione prolungati ma fra loro troppo distanziati non sortiscono gli stessi effetti di turni più brevi ma più frequenti proprio in virtù degli sprechi in profondità.

In termini pratici irrigare per 3 ore ogni giorno con portate di 4,58 litri a metro quadro (portata 2,1 litri ora per gocciolatore, spaziatura fra i gocciolatori di 50 centimetri e distanza fra le file di 2,75) non è affatto come irrigare per 12 ore ogni 4 giorni. Nel secondo caso in effetti la stessa quantità di acqua verrebbe localizzata a profondità eccessive e quindi non tutta a disposizione della pianta che ne potrebbe soffrire. Nel dimensionamento di un impianto la spaziatura massima fra i gocciolatori deve essere tale da permettere la costituzione di una striscia di bagnatura continua del filare alla profondità desiderata.

Distanze tra gocciolatori e portata
Quando si individuano eccessive distanze fra gocciolatori (superiori ai 60 – 70 centimetri), si rischia di generare aree di non irrigato mentre passi troppo ravvicinati devono essere opportunamente considerati per la determinazione dei corretti tempi di irrigazione. In ogni caso anche nell’irrigazione a goccia si parla di millimetri di acqua distribuita. Dividendo la portata per metro lineare di ala gocciolante, espressa in litri/ora, per la distanza fra le file, espressa in metri, si ottiene il tasso di precipitazione orario espresso in millimetri. In un vigneto con la gocciolante a spaziatura di 50 centimetri fra i gocciolatori della portata di 2 litri/ora la portata di 4 litri al metro lineare va divisa per la distanza fra le file, vale a dire i metri quadri di superficie sulla quale quell’apporto di acqua insiste. Se per esempio la distanza fra le file è di metri 2,75 la portata irrigua, espressa in millimetri ora, vale a dire litri ora per metro quadro, sarà il risultato di 4,00 : 2,75 vale a dire 1,45 millimetri/ora. Ovviamente volendo realizzare un’irrigazione di 5 millimetri si dovrà far funzionare l’impianto per 3,45 ore. Questo tempo deve essere sufficiente a far si che l’acqua raggiunga la profondità desiderata e non eccessivo per evitare che questa vada a disperdersi troppo in profondità. Da questo punto di vista le scelte a disposizione del viticoltore sono quelle di realizzare apporti più abbondanti ma più distanziati nel tempo, esempio 10 millimetri ogni 2 giorni, o viceversa turni più brevi ma più frequenti. Sempre a proposito di portata dell’impianto irriguo si consideri che utilizzare gocciolatori di portata modesta offre il vantaggio di valorizzare al massimo la capacità igroscopica delle particelle di terreno oltre a quello di realizzare l’irrigazione su superfici più ampie. Ovviamente questa scelta deve essere ponderata in funzione della disponibilità idrica che deve essere tale da poter soddisfare tutte le esigenze imposte dalla corretta tecnica irrigua che non può prescindere da quanto fino ad ora considerato in termini di durata dell’irrigazione, soprattutto in riferimento alla profondità raggiunta dall’acqua ed entità degli apporti.

 

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