A confronto in Sardegna –

In questi ultimi dieci anni in Sardegna si è riscontrata una significativa trasformazione dei tradizionali areali di produzione del pomodoro da industria.

IBRIDI DI POMODORO DA INDUSTRIA

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La situazione del comparto in Sardegna 

In questi ultimi dieci anni in Sardegna si è riscontrata una significativa trasformazione dei tradizionali areali di produzione del pomodoro da industria.

Due eventi in particolare hanno caratterizzato questa evoluzione: la chiusura di due stabilimenti per la trasformazione operanti in Sardegna  e le nuove misure introdotte dal Reg. CEE n. 1783/2003 che prevedono l’adeguamento ai principi di sostenibilità dell’azienda agricola.

Il primo ha determinato una consistente riduzione delle superfici coltivate, più che dimezzate se si confrontano i 500 ettari attualmente destinati a questa coltura rispetto ai 1200 ettari del 1997. Il secondo ha determinato un maggior livello di specializzazione delle aziende. E’ significativo l’aumento da 1 a 7 ettari  della superficie media aziendale destinata a questa coltura, con diverse realtà che superano i 40 ettari, l’elevato livello di meccanizzazione, l’incremento della produzione media per ettaro, passata da 50 a 85 t/ha e l’adozione di un rigido disciplinare di produzione integrata che garantisce la certificazione delle produzioni .

In questo contesto la scelta varietale assume un ruolo sempre più rilevante, infatti per garantire il successo della coltivazione è necessario prendere in considerazione  sia le potenzialità degli ibridi in termini produttivi e qualitativi sia l’adattabilità a condizioni specifiche dell’ambiente di coltivazione. Nelle regioni meridionali è fondamentale disporre di ibridi che garantiscano  una buona allegagione in condizioni di elevate temperature e  un elevato indice di copertura dei frutti per contrastare la forte radiazione solare. Inoltre è auspicabile un sufficiente grado di  tolleranza all’oidio (Leveillula taurica) che nei nostri areali di coltivazione rappresenta da oltre un decennio una delle principali avversità.
Per l’ottenimento di prodotti innovativi assumono un ruolo sempre più importante anche la colorazione intensa dei frutti, l’elevato spessore del mesocarpo, particolarmente adatto per l’ottenimento di cubettati  e polpe, o l’elevato contenuto in principi attivi con azione antiossidante.

L’agenzia AGRIS Sardegna istituita nel 2007, come già in passato il Centro Regionale Agrario Sperimentale,  ha riconosciuto la necessità di inserire le prove di collaudo  varietale nel piano di attività  a supporto del comparto agricolo regionale.

In questo lavoro sono riportati i risultati delle prove  di confronto varietale realizzate nel 2008 presso l’azienda sperimentale “Palloni” di Oristano, in un contesto pedoclimatico particolarmente vocato per le produzioni orticole in pieno campo.
 

Materiali e metodi

Gli ibridi in prova, resi disponibili dalle principali ditte sementiere, sono stati suddivisi in base alla  tipologia in  pomodoro  da concentrato e pomodoro da pelato. Nella tabella 1 sono state riassunte per ciascuna linea   le resistenze e le tolleranze  dichiarate dai costitutori. La maggior parte delle informazioni relative alla conduzione della prova sperimentale sono state riassunte nella tabella 2.

Al momento della raccolta, sono state effettuate  valutazioni  riguardanti le piante: vigoria, stato fitosanitario, copertura fogliare, facilità di distacco dei frutti allo scuotimento. La durata del ciclo vegetativo e quindi il momento ottimale per la raccolta  è stato individuato, per ciascun ibrido, monitorando quotidianamente sia l’evolvere della maturazione sia la presenza di bacche deteriorate a carico del primo palco di frutti.  La raccolta è stata effettuata per scuotimento manuale di 10 piante rappresentative della parcella  le bacche raccolte sono stati classificate in quattro categorie: verde, invaiato, deteriorato e maturo, da quest’ultimo si è ottenuto il campione per le analisi biometriche e qualitative. L’incidenza di frutti con peduncolo è stata determinata come percentuale sulla frazione di “prodotto maturo”.
Per la tipologia da pelato è stata rilevata l’incidenza di frutti scottati e con marciume apicale.

I dati produttivi e qualitativi sono stati elaborati statisticamente per mettere in evidenza differenze significative (analisi della varianza e test di Duncan per la separazione delle medie).
 

Determinazioni biometriche e analitiche

Sul prodotto commerciabile di ciascuna parcella sono state effettuate le seguenti determinazioni biometriche:
– il peso medio delle bacche è stato rilevato su un campione di 100 frutti;
– le dimensioni delle bacche e lo spessore del mesocarpo sono stati determinati su un campione di 10 frutti;
– la consistenza è stata valutata soggettivamente per compressione manuale delle bacche.

Da un campione di circa 6 kg per parcella è stata ottenuta la passata utilizzata per eseguite le analisi qualitative:
– residuo ottico – misurato con rifrattometro digitale ed espresso in °Brix (% di sostanze solubili totali),
– pH – misurato con pHmetro digitale,
– consistenza della passata – determinata con il   metodo Bostwick solo  per gli ibridi da “concentrato”, misurando su un piano inclinato i  centimetri percorsi in 30 secondi da 100 cc di passata a 20°C.
 

Bostwich: Consistometro (metodo Bostwich) per la determinazione della consistenza della passata
 

Risultati

Le condizioni climatiche sono state  caratterizzate da forti piogge nel mese di maggio ed inizio giugno che hanno causato l’insorgenza di rilevanti attacchi di peronospora, contenuti con ripetuti interventi fito-sanitari. Successivamente il decorso stagionale è rientrato nella norma con precipitazioni pressoché assenti. Forti venti caldi di scirocco hanno condizionato negativamente la fase di allegagione.
Nelle tabelle 3 e 4 sono riportati i giudizi sintetici sulle caratteristiche produttive, qualitative e su alcuni parametri relativi allo stato della coltura.

Tipologia da pelato

Tutti gli ibridi in prova hanno raggiunto livelli produttivi elevati, con grado di contemporaneità nella maturazione generalmente buono.
Per valutare il grado di precocità si è fatto riferimento all’ibrido Oxford, individuato quale testimone, per questo carattere si sono distinti gli ibridi Foxi, Raggio e Regent.
La consistenza delle bacche, parametro importante per la manipolazione e il trasporto, è risultata generalmente buona o accettabile, fatta eccezione per l’ibrido Docet.
L’ibrido Augusto si è distinto per il colore intenso del mesocarpo dovuto alla presenza del carattere lyco+ e per l ottima contemporaneità di maturazione. La copertura dei frutti non è risultata sempre ottimale anche se non si sono registrate perdite di produzione per scottature. Per la maggiore sensibilità al marciume apicale si sono evidenziati gli ibridi UGX 822 e Calroma.
Lo stato fitosanitario valutato al momento della raccolta è stato giudicato buono o accettabile. Alcuni ibridi hanno manifestato un’elevata vigoria della pianta, nel caso specifico dell’ibrido Allflesh 915 è stata evidenziata una tendenza al ricaccio vegetativo, che potrebbe essere contenuta con una specifica gestione della coltura. Gli ibridi Foxi e Raggio hanno mostrato, invece, una ridotta vigoria della pianta che potrebbe  consentire di aumentare la densità d’impianto.
 

L’ibrido Oxford è l’ibrido più coltivato in Sardegna e viene considerato testimone nel confronto varietale

 

L’ibrido Allflesh 915 è un pelato "tutta polpa"


L’ibrido Brixol

Wally red: L’ibrido Wally red

Tipologia da concentrato
Numerosi sono gli ibridi che hanno ottima capacità produttiva, fra questi si distingue UG 8168 che evidenzia anche un ottima resa  in doppio concentrato.
L’ibrido Triple Red  non ha garantito livelli produttivi accettabili, tuttavia ha messo in evidenza un valore elevato di residuo ottico e così come l’ibrido Dracula  una colorazione intensa probabilmente legata all’elevato contenuto in licopene.
L’ibrido Salsero si è distinto per l’ottima consistenza della passata, Everton per la consistenza delle bacche. 
Per valutare il grado di precocità si è fatto riferimento all’ibrido Podium, individuato come testimone, per questo carattere si sono distinti gli ibridi Salsero, Jet e Brixol.
La vigoria della pianta è stata valutata bassa per gli ibridi Everton, Jet e Uno rosso che quindi si potrebbero avvantaggiare di più elevate densità d’impianto.
Gli ibridi con elevata vigoria hanno evidenziato ottimo grado di copertura dei frutti. Lo stato fitosanitario è stato valutato buono o accettabile per tutti gli ibridi in prova.
 

L’ibrido Rapidus
 

Conclusioni

Il confronto varietale svolto in un contesto pedo-climatico rappresentativo delle zone di produzione del pomodoro da industria in Sardegna ha consentito di stendere un quadro sintetico delle principali  caratteristiche degli ibridi in prova.
I rilevamenti e le osservazioni  effettuate hanno consentito di definire per ciascun ibrido parametri oggettivi di valutazione, indispensabili agli operatori del settore per  supportare una ponderata scelta varietale.

Tabelle

Tab. 1 – Elenco delle cultivar in prova
Tab. 2 – Scheda agronomica
Pomodoro da industria 2008 – pelato
Pomodoro da industria 2008 – concentrato
Tab. 3 – Pelato: valutazione delle principali caratteristiche degli ibridi in prova
Grafici

Scarica il file completo di tutte le tabelle (file .zip | 40 Kb)

Anna Barbara Pisanu
Limbo Baghino
Gianmario Mallica
Anna Maria Tatti
Pietro Camedda

Agenzia Agris Sardegna
Dipartimento per la Ricerca nelle Produzioni Vegetali

www.sardegnaagricoltura.it
abpisanu@agrisricerca.it


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