Economia e tecnica –

La corretta combinazione delle conoscenze di biologia fiorale e della passione di chi alleva insetti pronubi consente di ottenere straordinari risultati dalle colture frutticole di difficile impollinazione o autoincompatibili.

Il servizio di impollinazione tramite api nella frutticoltura professionale

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L’impollinazione e i fattori che la influenzano L’impollinazione è un processo di fondamentale importanza nelle specie frutticole. Questo evento, che consiste nel trasferimento del polline dal fiore dove è stato prodotto al fiore dove avverrà la fecondazione, viene realizzato nei fruttiferi da parte degli insetti pronubi (impollinazione entomofila), principalmente ad opera delle api (Apis mellifera L.), ma, in misura di gran lunga inferiore, anche di bombi e osmie. E’ la condizione essenziale – nel rispetto delle regole della natura – per la riproduzione (e quindi per la produzione); le api, in altri termini, sono dei veri e propri “postini del polline” e dobbiamo sottolineare che in questo caso le “consegne” sono rapide e corrette: non un granulo pollinico viene disperso. Detto questo, occorre tuttavia fare i conti con la fertilità della pianta, che è determinata da: a) fattori genetici, quali sterilità morfologica, auto-compatibilità, auto-incompatibilità, inter-compatibilità; b) fattori agronomici, come la scelta del portinnesto, la scelta delle consociazioni varietali inter-compatibili – di grande importanza ad esempio in albicocco, susine, pere, mele e kiwi (Fig. 1) – le concimazioni, i trattamenti con fitoregolatori, le potature, l’impollinazione. Dunque, non solo è possibile, ma è decisamente vantaggioso intervenire in modo adeguato sui vari fattori agronomici per portare al 100% le potenzialità della pianta, e il processo dell’impollinazione non sfugge certo a questa regola; dobbiamo gestirla al meglio e ottimizzarla per poter ottenere incrementi quali-quantitativi della produzione; a questo scopo occorre che da parte dell’apicoltore (che evidentemente svolge un ruolo di fondamentale importanza nel frutteto) vengano seguite alcune importanti procedure, schematicamente riportate di seguito.

Preparazione degli alveari

Gli alveari destinati al servizio di impollinazione devono essere preparati adeguatamente e per tempo; normalmente al loro interno possiamo osservare regine giovani, feconde e in salute (Fig. 2), in ovideposizione; a partire dall’uovo deposto (Fig. 3) e attraverso vari stadi di maturazione (Fig. 4) si giunge in 21 giorni alla formazione degli insetti completi (Fig. 5). Questi elementi, detti operaie, solo dopo altri 15-20 gg di attività all’interno dell’arnia (dove hanno successivamente vari ruoli quali pulitrice, nutrice, ceraiola, magazziniera, guardiana, ventilatrice) diverranno bottinatrici di polline, nettare, acqua e propoli e inizieranno cioè a “lavorare” all’esterno (Fig. 6a,b). Può essere opportuno ottenere una deposizione precoce da parte della regina (e quindi avere più bottinatrici al momento dell’impollinazione); per far questo è sufficiente un semplice accorgimento che consiste nell’alimentare la regina con “candito” 40-50 gg prima della fioritura; ciò consente di costituire al momento dell’impollinazione popolazioni di bottinatrici più vigorose e numerose.

Sistemazione degli alveari nel frutteto
 
Una volta trasferiti gli alveari nel frutteto, occorre osservare alcuni accorgimenti pratici relativi alla loro disposizione. Quando le fila del frutteto non superano la lunghezza di 150 m, le arnie vanno distribuite a gruppi di 2-4 sulle testate con apertura orientata a Sud-Sud/Est. Se invece le file sono lunghe più di 150 m è opportuno distribuire un paio di arnie anche all’interno, oltre a quelle disposte sulle testate (Tab. 1).
 
Fattori che influenzano l’attività delle api

Esistono alcuni fattori che favoriscono l’attività dei pronubi, altri che al contrario la inibiscono limitandone l’efficacia, come di seguito riportato. Azioni favorevoli: a) nelle immediate vicinanze della coltura da impollinare è opportuno sfalciare i prati e ridurre la presenza di essenze selvatiche mellifere potenziali competitrici (Fig. 7); b) su pero e susino cino-giapponese è necessario favorire l’attrattività dei fiori della coltura da impollinare con prodotti specifici o nebulizzare finemente una soluzione di acqua e miele sterilizzato (10 kg per 100-250 litri/ha) c) è utile verificare l’effettiva contemporaneità di fioritura delle cultivar presenti in consociazione; d) In annate siccitose garantire un apporto idrico adeguato al fine di favorire l’attrattività del fiore. Azioni contrarie sono: a) i trattamenti insetticidi effettuati in pre-fioritura che hanno un effetto di repellenza sulle api; b) i trattamenti anticrittogamici e antiparassitari effettuati durante la fioritura; c) i trattamenti con fitoregolatori effettuati durante la fioritura; d) la presenza di fioriture alternative nel frutteto: qualora non si proceda allo sfalcio delle infestanti nei dintorni dell’impianto o nell’interfilare ci possono essere elementi di distrazione e disturbo dell’impollinazione.

Gli effetti
 
Grazie alla presenza delle api nel frutteto viene ottenuta una buona impollinazione; questi pronubi, infatti, sono in grado di individuare il PUI (Periodo Utile di Impollinazione) e con ripetute e numerose visite ai fiori garantiscono un adeguato apporto di polline, la cui quantità è strettamente correlata alla successiva formazione di semi all’interno del frutto, semi che a loro volta durante la maturazione fungono da fonti endogene naturali degli ormoni della crescita (Fig.8, 9). Detto ciò, si capisce come – grazie al servizio di impollinazione controllata – si possano concretamente realizzare alcuni importanti obiettivi: a) miglioramento qualitativo generale (Figg. 10, 11) della frutta prodotta; sulle cv. auto-fertili si ottiene comunque un miglioramento della pezzatura; b) miglioramento quantitativo delle rese; c) adozione di una tecnica agronomica a impatto ambientale nullo.

Conclusioni

 Per ottenere questi risultati occorre realizzare la massima sinergia ed il rispetto reciproco delle due parti in gioco (apicoltore/frutticoltore) e delle rispettive competenze: si potrà così attivare al meglio una pratica totalmente sostenibile e sicura rispetto ad altri approcci agronomici. Grazie ad un’ottima conoscenza da parte degli operatori della biologia fiorale e dell’attività degli insetti pronubi, si possono infatti ottenere i migliori risultati dalle colture in atto e concretizzare le legittime aspettative di chi dedica la propria attività a produrre risorse alimentari nel totale rispetto della natura.

Allegati

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