ATTUALITÀ TENDENZE –

I finanziamenti al settore vitivinicolo, che si concentrano sui programmi nazionali di sostegno, sono scesi nel 2013 a 1,047 miliardi di euro, 400 milioni in meno rispetto al 2007. Italia al vertice della spesa

Il vino ha perso in sei anni il 30% dei sostegni Ue

bicchiere di vino su botte

Quanto spende l’Unione europea per il settore del vino? La risposta viene dai conti consolidati dell’Ue, in particolare da quelli per l’esercizio 2013, da poco pubblicati e anche sottoposti alla revisione della Corte dei conti europea.
Ma iniziamo per gradi, dai dati. Nel 2013 la spesa complessiva a carico del bilancio dell’Unione è stata di 148,5 miliardi di euro, corrispondenti a circa 290 euro per ogni cittadino.
La voce di pagamento più cospicua fa capo al settore “agricoltura e sviluppo rurale”, che ha totalizzato 58,3 miliardi di euro, il 39% del totale. Seguono la “politica regionale”, con 43,5 miliardi (29%), e “occupazione e affari sociali”, con 14,1 miliardi (10%). Insieme i tre settori rappresentano oltre i tre quarti dei pagamenti effettuati dall’Unione nel 2013.

L’assoluta preponderanza degli aiuti diretti
Il bilancio dell’Ue sostiene la spesa per la politica agricola comune (PAC) tramite due fondi. Da un lato il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), che finanzia integralmente gli aiuti diretti dell’UE e le misure a sostegno dei mercati (con poche eccezioni, quali la promozione e il regime “frutta per le scuole”, che sono cofinanziate); dall’altro il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che cofinanzia i programmi di sviluppo rurale (PSR) insieme agli Stati membri.
La componente maggiore di spesa, per le politiche agricole, è attribuibile al FEAGA: nel 2013 45,1 miliardi di euro, a fronte dei 13,2 miliardi pagati dal FEARS per lo sviluppo rurale. Guardando bene i conti, comunque, a fare la parte del leone all’interno del FEAGA sono gli aiuti diretti, con 41,7 miliardi, e in particolare il Regime di pagamento unico (RPU). Quest’ultimo, che consiste in un sostegno al reddito disaccoppiato in base a diritti all’aiuto (ognuno dei quali attivato da un ettaro di terreno ammissibile), ha concorso alle spese unionali per ben 31,4 miliardi di euro.
Decisamente secondarie, invece, le altre voci.
In particolare, il FEAGA ha pagato per gli “interventi sui mercati agricoli”, che finanziano le OCM, meno di 3,2 miliardi di euro, impiegati per erogare aiuti specifici ai settori vitivinicolo e ortofrutticolo, sussidi per il latte e la frutta nelle scuole, programmi di aiuto alimentare, sostegno dei prezzi nell’ambito del programma POSEI (relativo a regioni ultraperiferiche), scorte d’intervento e restituzioni all’esportazione.
Nell’ambito degli interventi sui mercati agricoli, la vitivinicoltura, con 1,04 miliardi di spesa, è risultata seconda solo all’ortofrutticoltura (1,14 miliardi). Insomma, a spiccare sono i due settori in cui il sostegno viene erogato attraverso specifici programmi di aiuto, che fungono da contenitore per misure scelte tra un elenco predefinito dalla normativa.

Oltre 1 miliardo per il vino
Dopo la riforma del 2009 i finanziamenti al settore vitivinicolo si concentrano infatti sui programmi nazionali di sostegno al settore, a cui nel 2013 sono andati complessivamente 1,047 miliardi di euro. Quattro Stati membri hanno sostenuto spese leggermente inferiori al previsto, mentre tutti gli altri hanno interamente eseguito i programmi. Nel complesso è stato dunque pagato oltre il 98,1% degli stanziamenti annuali.
Il bilancio ha anche coperto i costi residui del regime di estirpazione con premio, terminato nel 2011, per un importo di 368 mila euro, risultato notevolmente inferiore al preventivato. (Per il resto, sulla spesa complessiva per il settore sono stati portati in detrazione fattori di correzione.).
Del miliardo complessivamente speso per interventi nella vitivinicoltura, 322 milioni di euro sono andati all’Italia, 280 milioni alla Francia e 210 milioni alla Spagna. Di fatto i paesi che hanno beneficiato di aiuti in questo settore sono 14, perché rispetto ai 18 che disponevano di una dotazione per il programma di sostegno non sono conteggiati quelli che non hanno speso (Lituania) e quelli che invece hanno scelto di trasferire tutte le risorse loro riservate al Regime di pagamento unico (Lussemburgo e Malta) o di distribuirle tra il Regime di pagamento unico e lo sviluppo rurale (Regno Unito), facendole uscire di fatto dalla gestione dell’OCM.

Allegati

Scarica il file: Il vino ha perso in sei anni il 30% dei sostegni Ue

Pubblica un commento