ESTERI –

Dal web al faidate a base di polverine sbarcano nella realtà. A norma di legge

Irlanda, il wine-kit arriva in negozio

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La vendita dei kit per fare
ogni tipo di vino a casa
può essere esercitata liberamente
in qualsiasi Stato
membro a condizione che il kit
non riguardi la produzione con
il metodo del fai da te, di un
vino aDop o a Igp.

La conferma è il primo negozio
nato in Irlanda che crea
vini su misura partendo dalle
polverine, i ‘wine kit’ reperibili
fino a qualche mese fa quasi
esclusivamente sul web; tutto
questo senza contravvenire alle
leggi dellaUe.

La guerra che era stata aperta
contro coloro che vendevano
i kit solo attraverso internet
quasi come qualcosa di contrabbando
e non permesso alla
luce del sole, può considerarsi
già finita in quanto l’ideamessa
in piedi in Irlanda potrà essere
realizzata senza alcuna opposizione
da parte di chicchessia in
tutti gli Statimembridell’Ue.

Il negozio si chiama Making
your winevi e l’idea è venuta a
un signore belga, Luc Heymans,
che essendosi trasferito
in Gran Bretagna è rimasto colpito
dal prezzo del vino. Per
poter continuare a consumarlo
ha iniziato a farselo da solo e,
visti i buoni risultati, ha deciso
di aprire un negozio come peraltro
ce ne sono già migliaia in
Canada.

In meno di un anno, lo shop
è stato letteralmente sommerso
di richieste, specie di coppie alla
ricerca di un vino personalizzato
per il proprio
matrimonio. Ovviamente,
si parla
di wine kit,
quindi per chi
vuole c’è la possibilità
di portare
avanti ‘l’intero
processo produttivo’
direttamente a casa
propria. I tempi variano a seconda
della qualità scelta, dalle
4 alle 8 settimane. Trascorso
questo periodo, il cliente torna,
imbottiglia, tappa ed etichetta il
suo vino; lo fa riposare per qualche
altromese a casa e, se il prodotto
non dovesse soddisfare le
aspettative, il negozio restituisce
i soldi ai clienti, anche se
finora non èmai accaduto.

La notizia non può certo far
piacere agli addetti al settore vinicolo,
dai viticoltori ai trasformatori.
Anche l’Ue non potrà
arrestare questo voglia di far da
sé dei consumatori di vino, che
peraltro emerge in un momento
in cui c’è un ritorno d’interesse
al mondo agricolo da parte
delle popolazioni urbane.

È facilmente prevedibile che
i negozi che metteranno a disposizione
dei consumatori i
Wine kit sorgeranno come funghi
in tutti gli Stati membri e
soprattutto in paesi come Italia,
Francia e Spagna dove i consumatori
ben conoscono e consumano
il vino fatto in cantina,
ma ora devono fare i conti con
prezzi di vendita per cui potrebbero
dirottarsi per l’acquisto
di kit per risparmiare.

L’unico pericolo potrà venire
da qualche furbo che tenterà
di vendere un kit per fare il
vino a Dop o a Igp violando
vistosamente i relativi disciplinari
di produzione che escludono
queste pratiche enologiche
surrettizie.


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