KIT antideriva e siepi

Evitare dispersioni delle irrorazioni nell’ambiente è un obbligo di legge. Un progetto coordinato dall’Università di Padova assieme a Caffini e al Consorzio del Prosecco superiore docg ha messo a punto la tecnologia per riuscirci


Kit antideriva messo a punto dall’Università di Padova, in partenza.

La sostenibilità passa dalla consapevolezza. E anche dalla tecnologia. Con l’entrata in vigore lo scorso anno della direttiva europea 128/09 che promuove l’uso sostenibile degli agrofarmaci e introduce la necessità di mettere in atto misure per mitigare il rischio di contaminazione delle acque superficiali e degli organismi non bersaglio, l’Università di Padova è venuta in soccorso dei produttori con il progetto Deriva (Difesa ecosostenibile per la riduzione dell’inquinamento nella viticoltura avanzata), coordinato da Giuseppe Zanin. Il progetto ha portato: alla messa a punto di kit antideriva da istallare sulle irroratrici/atomizzatori già presenti in azienda, corredato da uno studio dell’effetto delle varie misure di mitigazione, delle siepi in particolare, sull’ampiezza delle fasce di rispetto. È stato inoltre realizzato un prototipo d’impianto semifisso per i trattamenti fitoiatrici nelle aree collinari.

Il progetto è stato condotto dal Dafnae (dipartimento di Agronomia, animali, alimenti, risorse naturali, ambiente), dal Tesaf (dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova e dall’Ibaf (Istituto di biologia agro-forestale) del Cnr in collaborazione con il personale del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene prosecco superiore e delle aziende socie Le Colture e Villa Maria. A finanziarlo la Regione Veneto con i fondi del Psr e la Camera di commercio di Treviso.

Regolatori d’irrorazione

Il kit antideriva consiste in un gruppo ventola che rende più efficiente la gestione e la regolazione del getto d’aria, regolando la deposizione della miscela antiparassitaria sulla vegetazione con lo scopo di evitare le dispersioni fuori bersaglio. L’intervento correttivo è applicabile sulle attrezzature disponibili in azienda con una spesa che varia dai 3 ai 3.500 euro contro un costo minimo di 6-8mila euro per l’acquisto di un atomizzatore di ultima generazione nuovo. La sostituzione richiede qualche ora di lavoro ed è effettuabile con l’assistenza di un’officina meccanica generica. Con questo sistema i ricercatori superano i limiti tecnici della maggior parte delle attrezzature in uso per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, che presentano ventilatori sovradimensionati e/o non regolabili, senza la necessità per i viticoltori di sostenere l’acquisto di un atomizzatore nuovo.

Oltre al miglioramento della sostenibilità ambientale della coltivazione, il kit consente una distribuzione più mirata dei fitofarmaci con notevoli vantaggi in termini di efficacia e quindi di risparmio in costi fitosanitari, che può arrivare fino al 40%. L’operazione è stata effettuata con la collaborazione della ditta Caffini di Palù (Vr), produttrice di macchine irroratrici, con la quale è stato adattato un ventilatore derivato dal modello commerciale Synthesis.

Barriere naturali

Se il vigneto si trova vicino a un corso d’acqua, a un confine o a una zona di passaggio (strada) e abitativa le siepi rappresentano un utile mezzo di mitigazione della deriva poiché sono in grado d’intercettare oltre il 90% delle goccioline nebulizzate. Secondo i test effettuati dai ricercatori dell’Università di Padova, quando si utilizza un atomizzatore tradizionale la deriva dei fitofarmaci, durante e dopo l’irrorazione, in assenza di ostacoli, può raggiungere i 12-15 metri. Si possono avere effetti ambientali negativi anche con piccole quantità di fitofarmaco, ad esempio è sufficiente una deriva dello 0,1% a 10 m su un corso d’acqua poco profondo per alterarne la qualità.

L’efficacia dell’effetto barriera della siepe dipende da quanto è fitta e dalla sua porosità: più la porosità è bassa maggiore è la deriva intercettata. Ad esempio una siepe fitta con una porosità del 20% è in grado d’intercettare l’80% delle goccioline; in generale perché la siepe svolga un efficace effetto di contenimento deve avere una porosità inferiore al 35% distribuita in maniera uniforme da terra fino alle punte in modo che non si creino dei canali di passaggio. Non è invece rilevante per l’effetto antideriva la composizione botanica.

Misure combinate

I risultati migliori nella mitigazione della deriva dei fitofarmaci si ottengono però combinando le misure a disposizione. L’incidenza maggiore è sicuramente imputabile all’attrezzatura impiegata. Se si considera un vigneto con una porosità ottica del 33,8%, è stato osservato che, in assenza della siepe o coltura, un atomizzatore tradizionale (high drift) produce una deriva che porta l’1% della dose a 15 metri di distanza, mentre con l’uso di un atomizzatore low drift la distanza si riduce a 8 m (-46%). In presenza di filari di vite, la deriva di un atomizzatore high drift arriva a portare l’1% a 11,3 m dall’ultimo filare; se questo viene trattato solo verso l’interno allora la distanza scende a 6,8 m (riduzione del 40%). L’aggiunta di una siepe fitta, con una porosità ottica del 10%, orientata come i filari permette di contenere l’1% della dose entro 5 m dall’ultimo filare. Se la siepe è associata a tecniche low drift permette di contenere all’interno dell’appezzamento più del 99% della deriva.

«Lo studio condotto dall’Università di Padova – afferma Filippo Taglietti, tecnico del consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene prosecco superiore – è un esempio di come la ricerca può rispondere alle esigenze che arrivano dal basso calandosi nel contesto reale in cui l’applicazione messa a punto deve essere usata. In questo caso il blocco ventola low drift permette ai viticoltori di rispondere a una richiesta normativa riportando quasi a nuovo le macchine che hanno in azienda con un risparmio di almeno un terzo della spesa. Inoltre i dati emersi dalla ricerca saranno oggetto di un protocollo da definire con i Comuni dell’area Docg per regolamentare le distanze tra vigneti e case o corsi d’acqua o strade. Di per sé l’adeguamento al protocollo non comporterà particolari oneri per le aziende del comprensorio di produzione del Valdobbiadene: c’è chi potrà sfruttare siepi che già ha e/o adottare il kit antideriva per ridurre l’ampiezza dell’irrorazione, il cui acquisto potrà essere sostenuto anche con i fondi del nuovo Psr».
FLUSSO DI ARIA

Il giusto orientamento del flusso d’aria.

 
IL GRUPPO VENTOLA ANTIDERIVA

Le caratteristiche tecniche principali dell’unità sono:

– ventilatore ad alta efficienza aerodinamica;

– convogliatore del getto con bordi di uscita regolabili per un’ottimale – velocità e portata dell’aria all’ingresso della parete;

– ugelli traslabili montati su feritoie;

– paratie laterali a chiusura elettrica per l’interruzione dell’erogazione dell’aria verso l’esterno del vigneto;

– possibilità di parzializzare l’aspirazione dell’aria per adeguare la portata alle prime fasi di sviluppo vegetativo.


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