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Forte nello sfuso e nell’imbottigliato, l’export dal Paese sudamericano è cresciuto sia in volume che in valore fino all’anno scorso. Ma sui risultati dell’ultima vendemmia hanno pesato le avverse condizioni climatiche su Mendoza, San Juan e La Rioja

La crescita dell’Argentina fa i conti con la grandine e il gelo

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L’Argentina ha consolidato negli ultimi anni la propria posizione di produttore vinicolo, collocandosi stabilmente tra i primi 10 produttori mondiali e confermato l’aggressività sul mercato internazionale, che l’ha portata ad essere tra gli esportatori leader in molti Paesi di riferimento, primo tra tutti gli Stati Uniti. Nel corso del 2012 ha tuttavia fatto segnare un leggero rallentamento della crescita del settore vitivinicolo, imputabile soprattutto alle condizioni climatiche avverse, oltre agli elevati costi di produzione, all’inflazione e a politiche commerciali restrittive varate dal governo.

Produzione

La produzione di uva, che nel 2011 è stata pari a 2,89 milioni di tonnellate, è scesa a 2,20 milioni di tonnellate nel 2012, a causa principalmente delle forti grandinate, che hanno interessato le province di Mendoza e San Juan, delle gelate tardive e delle elevate temperature registrate nell’ultima parte del ciclo produttivo. Conseguentemente la produzione di vino è passata dai 15,5 milioni di hl del 2011 ai 13,0 milioni di hl del 2012, dei quali il 61,8% è rappresentato da vini rossi, il 34,6% da vini bianchi e la restante quota da vini rosati. Condizioni climatiche permettendo, si prevede per il 2013 una produzione di uva che potrebbe raggiungere 2,86 milioni di tonnellate, che porterebbe all’ottenimento di circa 15,3 milioni di hl, ricalcando quindi l’abbondante produzione del 2011.

Al fine di limitare gli effetti negativi sul mercato interno e sulle esportazioni riconducibili a un eccesso di produzione, le province di Mendoza, San Juan e La Rioja, che nel complesso detengono il 94,8% della superficie vitata nazionale, stabiliscono annualmente la quota di uva da destinare alla produzione di mosto, che sia nel 2011 che nel 2012 è stata pari al 30%.

Mercato interno

Il consumo procapite annuo in Argentina a partire dalla metà degli Anni ’80 ha fatto registrare una diminuzione annua mediamente compresa tra 1 e 2 l, la quale si è arrestata solo nel 2006, anno in cui si è verificata un’inversione di tendenza che ha portato agli attuali 25 – 28 l. Nel corso del 2011 il consumo interno si è assestato su 9,8 milioni hl, livello che dovrebbe essere raggiunto anche nel corso 2012, confermando l’importanza del mercato nazionale.

Esportazioni

Nel corso del 2011 le esportazioni hanno raggiunto 4,28 milioni di hl contro i 3,44 milioni di hl del 2010, con un incremento in volume del 24,5%. L’incremento in valore rispetto al 2010 è stato invece pari al 22,4%, passando da 864 milioni a 1.057 milioni US$ FOB; il prezzo medio per litro è diminuito dell’1,7%, passando da 2,51 a 2,47 US$ FOB.

Le esportazioni di vino imbottigliato nel corso del 2011 hanno raggiunto 1,87 milioni di hl, con un decremento in volume del 3,2% rispetto all’anno precedente. È però significativamente aumentato il prezzo medio per litro, che ha raggiunto i 3,82 US$ FOB contro i 3,35 US$ FOB del 2010, determinando un incremento del valore delle esportazioni di questo segmento, che ha raggiunto 716 milioni di US$ FOB, superando del 10,4% il valore del 2010. Sul totale delle esportazioni l’imbottigliato ha rappresentato il 43,7% in volume e il 67,7% in valore mentre nel 2010 aveva inciso per il 56,2% in volume e per il 75,1% in valore.

Le esportazioni del vino in tetra pack, il cui prezzo medio è risultato paria a 0,84 US$ FOB sia nel 2010 che nel 2011, hanno subito un calo in volume e in valore del 26,1%. In forte incremento nel 2011 sono invece state le esportazioni di vino sfuso che, raggiungendo 1,02 milioni di hl, hanno fatto segnare un aumento del 128,5% rispetto all’annata precedente; il prezzo medio per litro del vino sfuso è risultato essere pari a 0,83 US$ FOB, contro 0,84 US$ FOB del 2011.

Durante il periodo gennaio – settembre 2012 le esportazioni hanno continuato a crescere significativamente, dato che rispetto al medesimo periodo del 2011 hanno fatto registrare un aumento del 23,8% in volume e del 13,4% in valore, nonostante una riduzione del prezzo medio per litro, che si è assestato sul 2,38 US$ FOB, con un decremento del 8,4% rispetto al periodo gennaio – settembre 2011. L’apprezzamento internazionale della qualità espressa dall’imbottigliato argentino è evidenziato dall’aumento del prezzo medio per litro, che si è portato nel gennaio – settembre 2012 a 4,05 US$ FOB, aumentando del 7,3% rispetto al medesimo periodo 2011, il quale ha determinato un aumento del valore complessivo delle esportazioni, che sono state pari a 541,6 milioni di US$ FOB, nonostante una leggera flessione dei volumi, che con 1,34 milioni di hl scendono del 5,0% rispetto al 2011. Il tetra pack ha continuato la tendenza negativa del 2011, con una perdita del 13,0% in volume e del 15,8% in valore. Ancora buoni i risultati ottenuti dal vino sfuso, che da gennaio a settembre 2012 ha raggiunto i 1,2 milioni di hl, con un aumento del 139,2% in volume e del 137,0% in valore rispetto al 2011; il prezzo medio per litro dello sfuso si è mantenuto sostanzialmente stabile sugli 0,84 US$ FOB.

Nei primo 9 mesi del 2012 gli Stati uniti si sono confermati il mercato di riferimento per il vino argentino, dal momento che hanno assorbito il 34,0% del volume e il 36,4% del valore dell’imbottigliato esportato; le esportazioni dell’Argentina negli Stati Uniti, sia in volume che in valore, sono precedute solamente da quelle di Italia, Francia e Australia. Come secondo mercato di riferimento si è confermato si è confermato il Canada, seguito dal Brasile, dal Regno Unito, dall’Olanda, dal Messico e dalla China. Sul mercato Canadese l’Argentina rappresenta rispettivamente il 6° esportatore, sia in volume che in valore, mentre su quello brasiliano è addirittura il 2°, preceduto solamente dal Cile. I Paesi dell’Unione europea assorbono complessivamente il 36,5% in valore e il 33,9% in volume delle esportazioni di vino argentino.

Da gennaio a settembre del 2012, il Malbec si è confermato il vitigno di riferimento per le esportazioni di imbottigliato, delle quali ha rappresentato il 48% in valore, seguito dal Cabernet Sauvignon, dai rossi generici senza menzione del vitigno, dallo Chardonnay e dal Torrontes. In espansione anche le esportazioni di vino spumante, che nel 2011 hanno superato i 44 mila hl e raggiunto un valore 21,2 milioni di US$ FOB, con un incremento rispettivamente pari al 20,5% e al 32,5% e un prezzo medio a litro di 4,82 US$ FOB. Nel periodo gennaio – settembre 2012 il vino spumante è stato esportato con un prezzo medio a litro di 5,53 US$ FOB ed ha fatto registrare un incremento del 2,0% in volume e del 17,1% in valore. 

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