Dall'Emilia Romagna –

I risultati del progetto AGER-Innovapero

Le basi per una nuova pericoltura

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Oltre cinquecento gli operatori della filiera del pero presenti lo scorso 18 ottobre presso il Centro Congressi di Ferrara Fiere, dove si è svolto il convegno di presentazione dei risultati finali del progetto AGER-Innovapero. Saluti di apertura riservati a Carlo Alberto Roncarati (CCIAA di Ferrara), Chiara Scapoli (Università di Ferrara), Piero Puglioli (Fondazione Carife) e Carlo Mango (AGER, Agroalimentare e Ricerca). A questi, si è aggiunto il video-saluto del Dr. Stefano Musacchi, che dall’Università di Bologna si è trasferito negli Stati Uniti con un qualificato incarico professionale. In apertura di lavori il prof. Guglielmo Costa, coordinatore responsabile di progetto assieme a Stefano Musacchi, ha ringraziato la Camera di Commercio di Ferrara, sempre prodiga a supportare le iniziative che avvengono in campo frutticolo. Prima relazione tecnica a cura di Elisa Macchi, direttore del CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) di Ferrara che ha presentato una dettagliata analisi della situazione produttiva ed economica del comparto pere. Si è poi entrati nel vivo dei risultati ottenuti dal Progetto attraverso tre “tavole rotonde”, un’innovativa modalità di divulgazione che è stata molto apprezzata dal pubblico per la chiarezza e sinteticità delle esposizioni.
La prima tavola rotonda ha riguardato “Sostenibilità e strategie di difesa contro Maculatura bruna, Psylla e fitopatogeni del pero: sali di calcio e di sodio, molecole naturali, resistenze geniche delle piante”. Per la Maculatura bruna sono state individuate zone del genoma del pero che ne controllano i caratteri di resistenza e suscettibilità, dando di fatto la possibilità di accorciare i tempi per la selezione di nuove cultivar con questi caratteri. Interessanti anche i risultati relativi all’impiego di molecole naturali derivate da residui vegetali e dagli scarti agroindustriali: fra i 126 estratti vegetali saggiati, 26 molecole sono risultate bioattive e 3 di queste hanno mostrato efficacia contro il patogeno. Questo apre nuove prospettive nella difesa, che necessitano ovviamente di conferme con prove in campo. Passando alla Psylla, lo studio del comportamento alimentare dell’insetto nelle piante resistenti ha evidenziato che il fattore di resistenza è nel floema, di cui si sta studiando la composizione chimica. Interessante, infine, anche l’individuazione nelle piante di pero di una parte del genoma che controlla il carattere di resistenza ed anche la selezione di nuove cultivar tolleranti.
La seconda tavola rotonda è stata dedicata a “Difesa dalla Carpocapsa con l’uso di reti antinsetto (sistema “Alt Carpo”): meccanizzazione degli impianti, sostenibilità economica e ambientale”; la sessione ha confermato la validità del sistema di ispirazione francese “Alt Carpo”’, rafforzato dall’esperienza pratica di un giovane imprenditore agricolo biologico che da alcuni anni lo sta impiegando nella sua azienda. Le ricerche di un triennio hanno determinato un calo nell’impiego di insetticidi pari a circa il 70% e di circa il 7% dei fungicidi. La ricerca ha permesso di mettere a punto economici e pratici sistemi di automazione per l’apertura e chiusura delle reti, in modo da diminuire i costi della manodopera e migliorare la gestione di questa operazione. Forniti anche i risultati sull’analisi dei costi di impiantistica che hanno messo in luce come il sistema monofila con tiranti sia, dal punto di vista economico, il più sostenibile.
Una terza tavola rotonda ha riguardato “Gestione del frutteto (irrigazione, potatura, forme di allevamento, portainnesti) e qualità dei frutti in pre- e post-raccolta”, ovvero tutto quanto riguarda il pereto dalla fase di campo fino alla gestione ottimale del “post-harvest” con l’obiettivo finale di ottenere frutti di elevato standard qualitativo e di maturazione uniforme. Interessanti i risultati relativi alla gestione dell’acqua che hanno confermato la validità del metodo “Irrinet” messo a punto dal CER di Bologna ed hanno altresì puntualizzato come la tecnica irrigua possa fare ulteriori passi in avanti prendendo in considerazione anche parametri fisiologici capaci di indicare le reali richieste d’acqua in determinati momenti del ciclo vegeto-produttivo delle piante. Di particolare interesse la definizione dell’architettura della pianta, l’accurata descrizione della caratteristiche delle riserve presenti nelle principali formazioni fruttifere e gli studi sulla determinazione dello stadio di maturazione dei frutti.
Maturazione determinata grazie all’uso di strumentazioni non-distruttive operanti con le proprietà ottiche (DA-Meter e DAFL). La prima consente di monitorare l’andamento della maturazione raggiunta dai frutti in pianta e di determinare con precisione il momento più opportuno per effettuare la raccolta. Il DAFL, invece, consente di monitorare l’evoluzione della maturazione in cella frigorifera potendo così fornire in tempo reale informazioni su eventuali problemi che potrebbero insorgere nella fase di stoccaggio. E’ risultato chiaramente che una maturazione omogenea dei frutti è l’obiettivo a cui tendere scegliendo sia le forme di allevamento capaci di garantire una maturazione più uniforme (ad esempio il “bi-asse), sia i portinnesti che inducono minore eterogeneità di maturazione (quali Adams e MC). La conservazione di frutti di maturazione eterogenea, infatti, rende complicata la scelta della strategia di conservazione da adottare, condiziona la qualità dei frutti al consumo e può rendere le pere più suscettibili a malattie e fisiopatie quali il Riscaldo superficiale. Si è visto, e qui sta un altro importante risultato del progetto AGER-Innovapero, che l’impiego di 1-MCP è in grado di contrastare questa malattia anche se il risultato è dipendente dal grado di maturazione raggiunto dai frutti. Gli studi di biologia molecolare condotti sui frutti derivanti dalle diverse formazioni fruttifere e caratterizzati da un diverso grado di maturazione hanno confermato i risultati pratici, aggiungendo un nuovo metodo di definizione estremamente preciso dello stadio di maturazione raggiunto dai frutti.
Nelle conclusioni del convegno sono anche stati riassunti i risultati ottenuti con la disseminazione delle innovazioni introdotte dal Progetto; un aspetto qualificante che ha tenuto aggiornati in tempo reale gli imprenditori agricoli e, più in genere, tutti gli operatori della filiera, sui risultati che via via si ottenevano e sulle pubblicazioni prodotte dai diversi ricercatori. I risultati complessivamente ottenuti e la costituzione di un gruppo interdisciplinare di ricercatori afferenti al progetto AGER-Innovapero sono elementi nuovi assai apprezzati dai rappresentanti delle associazioni coinvolte nella filiera del pero.
Gli atti del convegno sono consultabili e scaricabili sul sito di progetto www.ager.innovapero.it. Per informazioni comunicazione@innovapero.it

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