Le grandi manovre del Lambrusco

L’obbligo di frizzantatura in zona spinge ad acquisizioni e investimenti. Emilia Wine si rafforza puntando su Casali Viticultori


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Il mondo del Lambrusco è in fermento. Il mercato funziona. Le nuove regole dei disciplinari di produzione mettono al centro il territorio sancendo l’obbligo della frizzantatura in zona. Così numerose aziende nazionali ed internazionali investono su nuove cantine all’interno del territorio di produzione, o nell’acquisto di aziende storiche. A Reggio Emilia per esempio il gruppo Cevico ha acquisito il 49% della Medici Ermete con un opzione di incremento di quota nei prossimi anni mentre EmiliaWine ha acquisito in toto la Casali Viticultori. Il nuovo polo vitivinicolo reggiano con sede ad Arceto di Scandiano e nato dall’unificazione delle cantine sociali di Arceto, Nuova Correggio e Prato di Correggio ritiene questa operazione di straordinaria importanza strategica.

Aziende complementari

«Grazie al consenso della nostra assemblea – sottolinea il Presidente di Emilia Wine Davide Frascari – siamo subentrati nella gestione dell’azienda Casali. La fiducia è un elemento fondamentale per il successo di una vera cooperativa come la nostra». La Casali Viticultori è una nota azienda reggiana le cui origini risalgono all’inizio del 1900 e che grazie all’intraprendenza e capacità del fondatore, Giuseppe Casali ha manifestato da sempre la vocazione alla vinificazione di qualità. La prima sede storica fu quella a ridosso dell’antica Rocca del Boiardo, a Scandiano, ed in quella cantina nacquero i vini che ancora oggi sono i capisaldi dell’azienda. Intorno agli anni ottanta la necessità di un luogo di vinificazione più adeguato e moderno spinse al trasferimento dell’attività a Pratissolo di Scandiano, sulla collina dove, immersa nei vigneti di proprietà, venne costruita la nuova cantina che oggi è l’attuale sede.

Ad inizio duemila l’azienda viene acquistata dai proprietari che oggi l’hanno ceduta ad Emilia Wine. Casali è tra i migliori testimoni del Lambrusco di qualità. Nota in particolare per etichette come il Lambrusco “Prà di Bosso”, lo Spumante Classico “Cà Besina” ed il Lambruscone assieme alle altre numerose etichette e tre ulteriori marchi dedicati all’export. L’acquisizione del noto marchio reggiano, ma anche della sede, dei terreni e della attrezzature dell’azienda scandianese, si è concretizzata in tempi brevissimi e con una contrattazione semplice e lineare. Per il nuovo colosso della vitivinicoltura locale, 726 soci, oltre 2mila ettari di vigneto, 3 stabilimenti di lavorazione delle uve, la Casali si rivela un’azienda complementare e sinergica all’attività del gruppo posizionato nella gamma medio–alta di qualità. Questo soprattutto oggi, in funzione delle incalzanti esigenze commerciali derivanti dagli sviluppi legati alla frizzantatura in loco dei Lambruschi prevista dal nuovo disciplinare.

La gestione della filiera

«Gli investimenti – testimonia Frascari- sono la cosa più importante per un’azienda che pensa al futuro.Anche perché oggi la distribuzione organizzata, come anche i canale tradizionali, ristorazione e grossisti, cercano fornitori a filiera unita, vale a dire che le aziende devono dimostrare di “gestire” veramente il prodotto dalle origini, produzione di uva, fino al consumatore. Ci sono due modi per raggiungere questo obiettivo: o la distribuzione rileva la produzione, o, come nel nostro caso, la produzione, i viticoltori, in forma organizzata raggiungono la rete distributiva.

E questa garanzia nella gestione della filiera è un elemento che si rileva sempre più vincente». Per Frascari Casali è e rimarrà un marchio che garantisce qualità al consumatore con materia prima esclusiva dei nostri soci, proveniente da un territorio che sta dimostrando una grande vocazione. Ed Emilia Wine? «Abbiamo voglia di crescere dando prospettive e futuro ai nostri soci».


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