L’evoluzione della precisione

Fare la cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto: un’utopia che diventa realtà grazie a mappe di prescrizione e rateo variabile


viticoltura di precisione

La viticoltura è uno dei settori in cui l’agricoltura di precisione si è diffusa di più e più precocemente, in Italia. Già un decennio fa, quando lo sviluppo delle tecnologie satellitari per il pieno campo era agli albori, tra i filari si sperimentavano le prime analisi di vigoria, allora attraverso foto satellitari. Proprio il metodo di rilevamento ha rappresentato da sempre uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del precision farming nella viticoltura nostrana, in effetti. Principalmente, per il suo costo: la fotografia satellitare, per quanto accurata, aveva ai tempi una definizione accettabile ma non elevata e i rilievi aerei, molto onerosi, si giustificano soltanto se effettuati su vaste aree. Tanto è vero che le prime mappature furono fatte a livello di territorio. È noto, al riguardo, il caso Franciacorta, con un progetto avviato tra il 1999 e il 2000 e sviluppatosi nel quinquennio seguente con rilevamenti aerei volti, in primo luogo, a fornire previsioni sulla maturazione delle uve e secondariamente a valutare la possibilità di sviluppare sistemi di gestione a dosaggio variabile per il vigneto.

I costi scendono

Lo sviluppo tecnologico, da quegli anni a oggi, è stato impetuoso e attualmente la precision farming in viticoltura è una realtà consolidata. A favorirla è stata, soprattutto, la riduzione dei costi di rilevamento, accanto alla nascita di aziende che forniscono servizi di mappatura in abbonamento a prezzi accettabili. Grazie a questa evoluzione, la scelta di dedicarsi alla viticoltura di precisione non è più legata a una decisione collettiva – sempre difficile da ottenere – ma è demandata alla singola azienda, cosicché i viticoltori con più spirito di iniziativa hanno potuto applicare liberamente questi metodi. Ciò, anche, grazie all’offerta di attrezzature adatte al dosaggio variabile, che ormai copre tutte le fasi della lavorazione, come vedremo in seguito.

Il vero sdoganamento della viticoltura di precisione arriverà però grazie al rilevamento a distanza ravvicinata, sia che avvenga attraverso mezzi a terra (quad o simili) sia per mezzo dei droni, da tutti indicati come una possibile rivoluzione in campo agricolo. Grazie ai nuovi strumenti è possibile, con una spesa modesta, effettuare rilevamenti estremamente accurati e, quindi, ottenere mappe di prescrizione con un dettaglio prima impossibile. Eventualità che apre la strada a interventi davvero “di precisione”, in grado di modificare profondamente le performance produttive del vigneto.

Dal trapianto alla raccolta

Cosa è possibile fare, oggi, con quel che offre il mercato? Praticamente ogni operazione necessaria in vigneto, dalla creazione del medesimo alla raccolta delle uve: tutto può essere eseguito con l’assistenza del satellite o tecnologie di precision farming.

Il controllo satellitare nella realizzazione degli impianti è una realtà consolidata, che semplifica e accelera la posa dei pali e delle barbatelle, come noto. A livello di coltivazione, invece, abbiamo ormai spandiconcime in grado di adeguarsi alle mappe di prescrizione, grazie al controllo elettrico o idraulico dei piatti distributori o degli interratori. Anche la defogliazione può essere svolta tenendo conto del maggior o minor vigore delle piante e lo stesso vale per la raccolta: da anni si sperimenta in questo senso, allo scopo sia di conoscere anticipatamente il valore qualitativo delle uve, sia di raccogliere separatamente le più pregiate, per produrre vini di alta qualità.

Trattamenti intelligenti

Lo sviluppo di sensori che misurano lo sviluppo della chioma in tempo reale, solitamente basati su ultrasuoni o rilevamento ottico, ha permesso di espandere ulteriormente il campo delle applicazioni di precisione. È il caso della Cima, che utilizza un rilevamento a ultrasuoni sul suo atomizzatore pneumatico Vrt. Grazie alla lettura in tempo reale della chioma, il Vrt di Cima è in grado di variare la quantità di prodotto distribuito in funzione della superficie da trattare. Questo comporta, ovviamente, un forte risparmio di prodotto e assieme una drastica riduzione della deriva.

Lo strumento ad alta precisione di Cima è uno degli attrezzi che saranno visibili durante la giornata di Tebano. Accanto a esso, i visitatori potranno conoscere il sistema Ars di Ager, una società nata oltre 20 anni fa e specializzata in viticoltura di precisione. Ars, spiegano alla Ager, è un metodo di coltivazione basato sui rilevamenti di vigore e sulle conseguenti mappe di prescrizione, che sono poi applicate in ogni fase della lavorazione: dalla potatura alla vendemmia, passando per concimazione, gestione della chioma e trattamenti. In una parola, “Fare la cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto”.

Le tecnologie in rassegna

CIMA

AGER

Arvatec

Spektra Agri


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