Nuovi fertilizzanti la risorsa digestato

L’innovazione in vigneto passa anche dall’uso di una risorsa sostenibile come il digestato: il progetto BIO.VI.VI. mette in luce i risultati positivi del pellet e del concime organo-minerale ottenuti da questa matrice


digestato

L’innovazione nelle tecniche di produzione e la ricerca sull’efficienza dei fattori produttivi sono aspetti fondamentali per una viticoltura moderna, competitiva e di qualità.

Nell’ambito della fertilizzazione, ad esempio, diverse aziende agricole del comprensorio del Lambrusco modenese da qualche anno manifestano l’esigenza di individuare prodotti innovativi in grado di mantenere o migliorare la fertilità del terreno e la produttività del vigneto. Tra questi, il digestato da biogas agricolo è considerato fra i più interessanti, grazie alle sue caratteristiche organiche e bio-fertilizzanti.

Per questo motivo dall’autunno 2014 il progetto BIO.VI.VI (Valorizzazione del Digestato da impianti di BIOgas nella filiera VIte-VIno: valutazione di fertilizzanti innovativi organici e organo-minerali sulla produzione del vigneto e sulla qualità del prodotto) si è posto l’obiettivo della valutazione di diverse formulazioni di digestato come fertilizzante per vigneti.

Il progetto verte sullo svolgimento di sperimentazioni, dalla fase di campo alla trasformazione in cantina, basate su alcuni punti cardine: importanza di un adeguato livello di fertilità del terreno e, in modo particolare, della dotazione di sostanza organica (S.O.) poiché entrambe esercitano un ruolo cruciale sul comportamento vegeto-produttivo della vite e sulla qualità organolettica del mosto (Morlat e Symoneaux, 2008).

Pertanto l’uso del digestato come fertilizzante in vigneto viene valutato perché può garantire il ritorno continuo della sostanza organica al terreno, contribuire a migliorare la fertilità del terreno e il bilancio del carbonio del comprensorio, grazie al mantenimento della CO2 organicata nel complesso argillo-umico (Ge et al., 2010). La filiera viti-vinicola potrebbe così beneficiare di una sempre più stretta connessione con le filiere agro-energetiche per “chiudere” il proprio ciclo del carbonio, a partire dal conferimento dei suoi sottoprodotti (raspi e vinacce) agli impianti biogas fino al ritorno del digestato come fertilizzante nei vigneti. L’individuazione di fertilizzanti organici innovativi, quindi, rappresenta un obiettivo fondamentale in un’ottica di sostenibilità agricola e, in caso di riciclo di sottoprodotti del vigneto, consente la creazione di un modello di ‘viticoltura circolarÈ, a ridotto impatto ambientale.

Il digestato ha spiccate capacità fertilizzanti e la sua efficacia è stata dimostrata su diverse colture erbacee (Möller e Müller 2012). Tuttavia, per fruttiferi e vite, le esperienze sull’uso sia degli stessi digestati sia di diverse formulazioni fertilizzanti sperimentali a base digestato sono sino ad ora ridotte (Ghiglieno et al., 2013). Per questi motivi, la valutazione del digestato e di formulazioni organo-minerali sperimentali a base digestato, oggetto di questa ricerca, rappresentano un importante passo di valutazione tecnico-scientifica per un’auspicabile e conseguente progresso della normativa nazionale di settore, che consenta di sfruttare a pieno tutte le potenzialità di questo tipo di prodotti.

Il progetto è partito con l’analisi della composizione del materiale (digestato solido) (Fig. 1). La verifica di carenze o eccessi di elementi ha permesso la messa a punto di un pellet (Fig. 2) ottenuto utilizzando la frazione solida di digestato, in collaborazione con la Coop. CAT di Correggio, titolare dell’impianto biogas associato CIB – Consorzio Italiano Biogas. In seguito, sempre partendo dal digestato solido, è stato ottenuto un concime organo-minerale granulare sperimentale a base di digestato (Fig. 3), in un impianto pilota presso la SCAM di Modena.

Partendo da questi presupposti, è stata impostata una prova per valutare e rendere disponibili nuovi fertilizzanti, ammendanti (organici) e concimi (organo-minerali), valorizzando i digestati provenienti da impianti di biogas, che utilizzano sottoprodotti della filiera Vite-Vino.

I nuovi prodotti, pellet e concime organo-minerale, sono testati in una prova sperimentale di concimazione nei vigneti del comprensorio dei Lambruschi modenesi, che consentirà la verifica della risposta agronomica ed enologica del vigneto, e la validazione di un modello di viticoltura a ridotto impatto ambientale sul territorio.

L’impostazione della prova

La prova è stata avviata nell’autunno 2014 in due vigneti di Lambrusco salamino innestato su Kober 5BB, allevati a GDC (Fig. 4) e a cordone speronato (Fig. 5), ubicati entrambi nel comprensorio dei Lambruschi modenesi. I vigneti hanno unLetà media di 14 anni e sono inerbiti nell’interfila, mentre sulla fila viene effettuato il diserbo sia chimico sia meccanico. La maggior parte delle operazioni colturali sono meccanizzate, incluse la potatura e la vendemmia. L’azienda con forma di allevamento a GDC è caratterizzata da un suolo franco (34% di sabbia, il 33% di limo e il 28% di argilla), un contenuto di azoto (N) 1,10 g kg-1 e un C/N 8,20. L’azienda con forma di allevamento a cordone speronato è caratterizzata da un suolo argilloso-limoso (2% di sabbia, il 50% di limo e il 48% di argilla), un contenuto di azoto (N) 1,99 g kg-1 e un C/N 7,9. Per quanto riguarda la fertilizzazione sono stati applicati i due nuovi fertilizzanti sperimentali: ammendante organico (pellet da digestato) (PELLET) (Fig. 3) e un concime organo-minerale con frazione organica apportata dal digestato (OMD) (Fig. 4), a confronto con tre controlli: concime organo-minerale commerciale (OMC), concime minerale commerciale (MIN) e zero fertilizzazione (CTRL).

 

1Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Scienze della Vita, Via Amendola 2, Pad. Besta, 42122 Reggio Emilia

2SCAM Spa, Via Strada Bellaria, n. 164, 41126 Modena (MO)

3CAT Cooperativa Agroenergetica Territoriale, Via Fossa Faiella, n. 6/A, 42015 Correggio (RE)

4CIB Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione c/o Parco Tecnologico Padano Via Einstein Cascina Codazza (LO)

5CREA-CER Centro di Ricerca per la Cerealicoltura, S.S. 673 km 25,200 – 71122 Foggia

 

 

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