Confermati i Programmi nazionali di sostegno. Le misure saranno scelte dagli Stati membri –

Abolizione dei diritti di impianto dei vigneti dal 1° gennaio 2016, ma vari Paesi vogliono mantenerli

PAC 2014-2020: Confermata l’attuale ocm vino

TV_12_11_vigneto_uva_vino.jpg

La riforma Fischler del 2003, entrata in vigore in vigore tra il 2005 ed il 2008, ha modificato la Pac di tutti settori agricoli, attraverso la riforma di tutte le Ocm, fino alla creazione di una unica Ocm.

Il settore vitivinicolo è stato l’ultimo ad essere riformato, nel dicembre 2007, con l’approvazione la riforma dell’Ocm del mercato vitivinicolo (Reg. Ce 479/2008), giunta in porto dopo un lungo e complicatissimo negoziato.

Le norme dell’Ocm del vino sono molto articolate e complesse, in quanto regolamentano in modo dettagliato tanti aspetti del settore: il potenziale viticolo, le misure di mercato, le pratiche enologiche, l’etichettatura, la promozione, il sostegno alla viticoltura con finalità paesaggistiche (tab. 1).

La riforma dell’Ocm vino è entrata ufficialmente in vigore il 1° agosto 2008, ma molte misure sono state implementate solo dal 2009.

Dopo questa importante riforma, ci si domandava quale sarebbe stato il futuro della Pac 2014-2020 per il settore vitivinicolo, visto che le nuove norme erano entrate in vigore tra il 2008 ed il 2009, quindi da pochissimi anni.

La proposta di riforma della Pac 2014-2020, pubblicata dalla Commissione europea il 12 ottobre 2011, conferma integralmente l’impianto dell’attuale riforma del mercato vitivinicolo, in tutti i suoi aspetti: dotazioni nazionali di sostegno, potenziale viticolo, con l’abolizione dei diritti di impianto al 31.12.2015, abolizione delle distillazioni, norme sull’etichettatura e sulle pratiche enologiche.

 

LE DOTAZIONI NAZIONALI DI SOSTEGNO

La vera novità dell’attuale Ocm vino è stata l’introduzione delle dotazioni nazionali di sostegno.

La definizione delle misure e il loro finanziamento sono a carico dell’Unione europea, mentre viene lasciata agli Stati membri la facoltà di scegliere misure idonee per sovvenire alle necessità nazionali, tenendo conto delle peculiarità della propria agricoltura. Anche l’attuazione di tali programmi è delegata agli Stati membri.

L’Italia ha redatto un Programma di sostegno nazionale (Psn) e ha allocato i finanziamenti tra le varie misure: promozione nei paesi terzi, ristrutturazione e/o riconversione dei vigneti, investimenti destinati all’ammodernamento della catena di produzione e all’innovazione, sostegno alla vendemmia verde, assicurazione del raccolto, distillazioni, arricchimento con mosti (tab. 2).

Le dotazioni nazionali di sostegno vengono integralmente riproposte per il periodo 2014-2020. Infatti, la proposta di regolamento recita che nel settore vitivinicolo è importante istituire misure di sostegno capaci di rafforzare strutture competitive; si ribadisce che queste misure di sostegno sono delegate agli Stati membri, che possono attuarle tramite uno specifico programma di sostegno (Psn), finanziato tramite apposite dotazioni nazionali (envelope).

Le dotazioni nazionali consentiranno agli Stati membri di scegliere ed adattare le misure alla loro situazione particolare (tab. 3).

Lo stanziamento per i programmi nazionali di sostegno sono confermati, per tutti gli Stati membri, allo stesso livello del 2013. Per l’Italia, si tratta di uno stanziamento annuo di 336,997 milioni di euro (tab. 4).

 

LE MISURE

Una misura essenziale ammissibile ai programmi di sostegno nazionali sarà costituita dalla promozione e dalla commercializzazione dei vini dell’Unione nei paesi terzi.

Le attività di ristrutturazione e di riconversione dovrebbero essere proseguite dati i loro effetti strutturali positivi sul settore vitivinicolo. Dovrebbe inoltre essere previsto un sostegno a favore degli investimenti nel settore vitivinicolo intesi a migliorare i risultati economici delle imprese in quanto tali.

Il sostegno a favore della distillazione dei sottoprodotti dovrebbe costituire una misura a disposizione degli Stati membri che desiderino avvalersi di tale strumento per garantire la qualità del vino, preservando nel contempo l’ambiente.

Sono ammessi agli aiuti nell’ambito dei programmi di sostegno nel settore vitivinicolo strumenti preventivi come l’assicurazione del raccolto, i fondi di mutualizzazione e la vendemmia verde, allo scopo di incoraggiare un approccio responsabile per affrontare le situazioni di crisi.

 

L’ABOLIZIONE DEI DIRITTI DI IMPIANTO AL 2016

Il potenziale viticolo europeo è regolato dal sistema dei diritti di impianto. La proposta della Commissione per la Pac 2014-2020 conferma che il regime attuale dei diritti di impianto è prorogato fino al 31.12.2015; tuttavia gli Stati membri potranno prorogarlo fino al 31.12.2018 in ambito nazionale o regionale.

In altre parole, dal 2016, i produttori non avranno più restrizioni agli impianti e potranno aumentare liberamente la loro superficie vitata e la loro produzione. L’obiettivo della riforma rimane, quindi, la completa liberalizzazione del settore, dopo un periodo transitorio che durerà fino al 2015 (al 2018, su decisione volontaria degli Stati membri).

Questa scelta è coerente con l’abolizione delle quote di produzione in tutti i settori, come quello del latte e dello zucchero.

Su questo punto si è innescato un forte e vivace dibattito, con una forte richiesta dell’Italia di mantenere i diritti di impianto anche dopo il 2016.

 

RISTRUTTURAZIONE DEI VIGNETI

Le misure relative alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti hanno lo scopo di aumentare la competitività dei produttori di vino.

Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può riguardare soltanto una o più delle seguenti attività:

a) la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto;

b) la diversa collocazione/reimpianto di vigneti;

c) il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti.

Il sostegno non si applica al rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del loro ciclo di vita naturale.

Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti può assumere soltanto le forme seguenti:

a) compensazione dei produttori per le perdite di reddito conseguenti all’esecuzione della misura;

b) contributo ai costi di ristrutturazione e di riconversione.

Il contributo dell’Ue ai costi effettivi della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti non supera il 50%. Nelle regioni meno sviluppate il contributo dell’Unione ai costi di ristrutturazione e di riconversione non supera il 75%.

 

MISURE DI MERCATO

La proposta della Commissione per la Pac 2014-2020 conferma l’abolizione delle misure di distillazione, mentre prevede la possibilità di mantenere distillazione dei sottoprodotti, da finanziare con le dotazioni nazionali.

Inoltre, la nuova Pac consente l’adozione di aiuti di Stato per pagamenti nazionali per la distillazione di vino in caso di crisi.

In casi giustificati di crisi, gli Stati membri possono concedere pagamenti nazionali ai produttori di vino per la distillazione di vino volontaria o obbligatoria. I pagamenti sono proporzionati alle necessità di superamento della crisi.

L’importo totale disponibile in uno Stato membro in un dato anno per tali pagamenti non deve superare il 15% del totale delle risorse disponibili per le dotazioni nazionali del Programma di sostegno.

 

LA LIBERALIZZAZIONE

L’Ocm vino viene riconfermata nella Pac 2014-2020: l’Italia potrà beneficiare di un importante dotazione di risorse finanziarie per migliorare la competitività della propria viticoltura.

Il vero nodo del dibattito è la liberalizzazione dell’impianto dei vigneti.

La Commissione ritiene che la liberalizzazione accrescerà la competitività e semplificherà le regole del settore. I maggiori Paesi produttori, in particolare l’Italia, temono che l’aumento incontrollato della produzione, soprattutto nelle zone con le denominazioni di maggiore pregio, accrescerà l’incertezza e lo squilibrio del settore.

Bisognerà vedere se la posizione italiana troverà l’appoggio di altri Stati membri che consentano di raggiungere una maggioranza all’interno del Parlamento europeo e del Consiglio agricolo.


Pubblica un commento