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Terzista o attrezzatura propria? Ecco come orientarsi, operazione per operazione, sia per grandi che per piccole aziende


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La meccanizzazione per la viticoltura offre ogni giorno macchine sempre più performanti e di utile impiego anche se nella gamma completa delle attrezzature necessarie all’intera gestione del vigneto è possibile distinguere quelle che la cui dotazione aziendale è da ritenere indispensabile rispetto ad altre per le quali potrebbe essere economicamente interessante ricorrere ad un servizio di contoterzisti. Questo non solo in relazione alla dimensione aziendale, visto che il costo di ammortamento delle macchine incide in modo inversamente proporzionale alla superficie aziendale, ma anche in relazione alla frequenza di utilizzo della macchina ed il suo costo di acquisto iniziale. Ovviamente il ricorso a terzisti non può prescindere da un rapporto di fiducia reciproco che, ancor prima della tariffa, deve dare garanzie sia sulla tempestività che sulla professionalità del sevizio. Questo aspetto assume una importanza particolare soprattutto per le aziende di piccole dimensioni, quelle nelle quali il servizio esterno diventa molto spesso più conveniente, che spesso sono penalizzate da questo punto di vista per il minor peso contrattuale che detengono. Questo fattore però potrebbe essere compensato da un differente tariffario, ovviamente più elevato, e dal ricorso ad un terzismo mirato proprio a questo tipo di realtà con esigenze più specifiche.

Costi variabili o tariffe prefissate?

Dotarsi di attrezzature aziendali o far ricorso a terzisti può essere una scelta che interessa sia le piccole aziende che le grandi. Le considerazioni da mettere in campo a questo proposito sono molteplici e non devono essere limitate al solo confronto sui costi ma anche riferiti alla qualità del servizio. Dotarsi di attrezzature aziendali significa disporre anche della manodopera necessaria per gestirle e sostenere i costi dei carburanti, dei lubrificanti e della loro manutenzione. Utilizzando attrezzature aziendali in genere vuol dire vincolarsi all’attrezzo scelto per un periodo di tempo sufficiente ad ammortizzarlo. Al contrario ricorrere ad un contoterzista, che deve essere puntuale, preciso ed affidabile, significa conosce a priori una tariffa di lavoro che è priva di imprevisti visto che la manodopera, il carburante, l’incidenza di costo della trattrice oltre che le manutenzioni e le eventuali riparazioni fanno già parte dalla tariffa considerata. Il terzista inoltre molto spesso dispone di attrezzature di ultima generazione e permette anche di variare il tipo di macchina da utilizzare in funzione della specifica esigenza.

I conti devono tornare

Il ricorso al contoterzista ovviamente non deve necessariamente essere totale ma può interessare anche solo determinate operazioni colturali che saranno individuate a seconda della convenienza economica o delle scelte aziendali che talvolta possono tener conto di ulteriori aspetti che non siano solo relativi al costo. Il terzismo viticolo in questi ultimi anni, grazie anche ad una forte meccanizzazione del settore, si è fortemente diffuso tanto che nelle varie aree viticole nazionali esistono dei veri e propri listini relativi alle principali operazioni colturali. Questi, che possono essere anche molto differenti da regione a regione, indicano tariffe che possono essere espresse ad ettaro o ad ore. Evidentemente la tariffa ad ettaro è quella che offre un più facile confronto sui costi del servizio rispetto all’esecuzione del lavoro con mezzi e manodopera aziendali. La tariffa del servizio di conto-terzi è sempre comprensiva di tutti i costi legati all’utilizzo delle macchine vale a dire del personale, di carburante, lubrificante e manutenzioni oltre che dell’incidenza della trattrice. Nel confronto con il costo di ammortamento annuo di un’attrezzatura aziendale, che a sua volta deve essere rapportato alla superficie complessiva sulla quale questa viene utilizzata, questi oneri ulteriori ( ore del personale, carburante, trattrice e manutenzioni) devono sempre essere sommati. Non si dimentichi però che per un corretto confronto sui costi complessivi delle singole operazioni colturali il costo del servizio di conto-terzi, riferito ad ettaro, deve sempre essere moltiplicato per il numero annuo di interventi che evidentemente non per tutte le operazioni colturali è costante nelle differenti annata (vedi cimatura o numero di trattamenti). Per questo motivo affidare la totale gestione del vigneto fissando una cifra forfettaria ad ettaro ad inizio stagione non è sempre razionale visto che la specifica annata potrebbe presentare della variabili importanti come potrebbero per esempio essere due o tre trattamenti in più.

Operazioni aziendali

Fra le operazioni meccaniche del vigneto che possono essere ritenute di indispensabile realizzazione da parte dell’azienda rientrano:

Difesa fitosanitaria: L’elevato numero di interventi, mediamente variabile fra i 10 ed i 16, e la tempestività che talvolta questi richiedono in funzione delle esigenze meteo-ambientali fanno si che questa operazione sia da sempre la più direttamente eseguita dall’azienda e raramente affidata a contoterzisti. La convenienza economica all’utilizzo di macchine aziendali si raggiunge già con due ettari di superficie.

Gestione dell’interfila: Per gestione dell’interfilare si intende sia la trinciatura dei sarmenti in loco, se effettuata che la trinciatura del cotico erboso. L’accessibilità economica all’acquisto di queste macchine e la loro semplicità di utilizzo, oltre al numero di interventi annui che può variare dai 3 ai 5 passaggi l’anno, rende economicamente interessante l’acquisto di una trincisarmenti aziendale anche su superfici modeste.

Lavorazioni interceppo. Le lavorazioni interceppo, generalmente alternative al diserbo, necessitano di un ceto numero di passaggi l’anno, generalmente tre, e di intervenire con una certa tempestività sfruttando le condizioni ideali del terreno. A livello di costi bastanol due ettari di vignetoper rendere la scelta aziendale preferibile.

Diserbo. L’economicità delle attrezzature da diserbo, che in genere viene eseguito due o tre volte a stagione, rende interessante la dotazione aziendale di questa tipologia di macchine anche su superfici modeste

Dove si può pensare al terzista

Cimatura: L’elevato costo delle cimatrici in relazione alla loro velocità di lavoro ed al numero di utilizzi per stagione, anche in relazione alla forte evoluzione tecnologica di questo tipo di attrezzature, non sempre rende economicamente razionale l’acquisto aziendale. Basti per esempio considerare che su file strette è importante poter disporre di macchine doppie, che sono decisamente più costose ed ammortizzabili in un periodo lungo. La convenienza economica, che ovviamente dipende dal tipo di macchina che si andrà ad individuare, si verifica con superfici almeno prossime ai 4 ettari.

Defogliatura: anche questo attrezzo, che sta diventando sempre più importante per le risposte sia di carattere agronomico che fitosanitario che sa evidenziando soprattutto in determinate aree viticole, è molto costoso, peraltro in modo direttamente proporzionale al livello di tecnologia utilizzato, in relazione all’effettivo tempo di impiego in campo.

Vendemmia: L’elevato costo delle macchine vendemmiatrici, siano esse trainate che semoventi, rende particolarmente interessante il ricorso a terzisti per questo tipo di operazione colturale visto che la convenienza economica all’acquisto aziendale di questo tipo di attrezzatura si raggiunge con superfici superiori ai 10 ettari.

Trasporto delle uve: Anche il trasporto delle uve, che apparentemente potrebbe sembrare un’operazione molto semplice da realizzare, non sempre diventa economicamente interessante da realizzare con mezzi aziendali.

Questo soprattutto in riferimento al fatto che per il trasporto di uve raccolte a macchina servono più di un cantiere da trasporto, costituito da trattrice e vasca apposita, ed il suo utilizzo è molto limitato nel tempo. Anche in questo caso la convenienza economica si realizza con estensioni superiori ai 10 ettari.

Lavorazioni occasionali: Per lavorazioni occasionali si intendono quelle pratiche colturali che non rappresentano la norma e non vengono eseguite con regolarità. Si tratta per esempio di vangature occasionali, semina di sovesci od utilizzo di decompattatori che nel momento in cui diventano operazioni straordinarie e non programmabili ben difficilmente trovano una giustificazione economica all’acquisto aziendale.

 

Leggi l’articolo completo su VigneVini n. 1/2016.

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