Peppone, Troyano e mini SanMarzano sono alcune delle nuove varietà delle ditte sementiere. –

Nei programmi di miglioramento genetico delle maggiori ditte sementiere si punta a introdurre nel patrimonio genetico di alcune specie orticole la resistenza ai parassiti più pericolosi.

Peperoni resistenti a oidio e pomodori antivirosi

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Nei programmi di miglioramento genetico delle maggiori ditte sementiere si punta a introdurre nel patrimonio genetico di alcune specie orticole la resistenza ai parassiti più pericolosi.

«Per il pomodoro – ci riferisce Antimo Pedata, tecnico campano esperto del settore orticolo – si tende a introdurre i geni per la resistenza alle malattie del “piede” (fusariosi, tracheomicosi, ecc.), alla cladosporiosi (per tutte le cinque razze presenti) e ai virus (soprattutto Tomato spotted e TYLC). Altra esigenza è la resistenza ai nematodi che, a volte, è poco reale, nel senso che per alcune varietà risulta valida solo in un determinato range termico del terreno (tra 18 e 21 °C)».

Le nuove tipologie di pomodoro, tra cui i mini San Marzano e i datterini, si stanno affermando proprio grazie all’introduzione di varietà resistenti e produttive.

«Sia in Campania che in Sicilia – continua Pedata – si stanno diffondendo varietà resistenti alle principali avversità, più rustiche e produttive. La cultivar della tipologia ciliegino Ronny, ad esempio, ha mostrato un ottimo adattamento negli ambienti orticoli siciliani, mentre una cultivar della tipologia mini San Marzano della ditta Isi sementi, ancora siglata (88257), appare molto interessante sia per la robustezza del rachide sia per la possibilità di essere raccolto a grappolo o a frutto singolo. Sempre nell’ambito della tipologia mini S. Marzano c’è la cultivar Lobello dell’Esasem, che presenta una buona forma e un ottimo colore, ma ha anche il difetto dell’acinellatura (perde qualche fiore sui primi grappoli) e non ha grandi resistenze per le malattie del “piede”».

Tra le tipologie che riscuotono maggior successo c’è quella con frutti ovali, tipo Cencara, che soffre meno della tipologia “lungo” il problema del marciume apicale e si presta a essere raccolta sia “a verde” sia “a rosso” (frutto singolo o grappolo intero).

«Tra le varietà a frutto “lungo” – aggiunge Pedata – ci sono Sir Elyan, una novità della Vilmorin che presenta una tolleranza al marciume apicale, come la cultivar, sempre siglata (Isi 56921) della Isi sementi, che è anche resistente a Verticillium e Fusarium. Infine, c’è da segnalare la novità per l’orticoltura europea, della tipologia di pomodoro a forma di fragola (Tomatoberry) distribuite nel vecchio continente dalla Isi sementi. Oltre alla particolare forma i frutti presentano delle venature all’interno (come quelle presenti nei frutti di fragola) e un aroma particolare».

UNIFORMITÀ DI PRODUZIONE E POLPA SPESSA

Nuove tendenze si rilevano anche nella coltivazione del peperone. «Tutte le cultivar presenti sul mercato sono resistenti al TSWVe la novità è rappresentata dall’introduzione di tolleranza all’oidio. Tra le varietà che presentano questa caratteristica ci sono Peppone (giallo) e Troyano (rosso), due peperoni con frutto “tre quarti lungo” della Syngenta.
La varietà Sarno della Isi è stata superata da Erasmus, della stessa ditta, che ha un frutto di maggiore spessore e un colore brillante all’invaiatura, oltre a una produzione uniforme».

Proprio l’uniformità di produzione, lo spessore della polpa e alcune caratteristiche dei frutti (quali la “spalla” larga e non incavata e la forma tri o quadrilobata perfetta) sono le caratteristiche che richiedono sia i commercianti (per problemi di trasporto) sia i consumatori.

«Le altre novità della specie sono rappresentate dalla diffusione delle tipologie a frutto allungato (1214 cm) raccolte sia “a verde” sia “a rosso”. Sono presenti in commercio diverse varietà come la Nadeen (piccante) della Isi sementi e Vesuvio della Nuhemens, tutte con frutto verde scuro, commercializzate non solo in Campania,ma anche fuori regione».

Cresce anche la richiesta di varietà a frutto piccante e della tipologia con frutto dolce allungato (2022 cm) “Corni di Toro”, consumati freschi sia in alcune regioni italiane (Puglia, Calabria, Sicilia, ecc.) sia dalla popolazione di origine araba presente in Italia e richiesti dall’industria di trasformazione per la preparazione di grigliati, semi idratati, rondelle per misticanza. «Tre sono le nuove varietà per questa tipologia, entrambe resistenti al TSWV: Teseo e Lampo, della Enza Zaden e la varietà siglata 56726 della Isi sementi, che stanno sostituendo la più nota Lipari, non resistente ai virus».


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