Nel 2010 gli arrivi sono schizzati del 70% con quotazioni inferiori a quelle di entrata stabilite –

Gli agricoltori spagnoli decisi a contrastare l’intesa con l’Unione europea per i rischi legati all’import. Dopo il via libera del Consiglio a dicembre il progetto attende ora la pronuncia del Parlamento prevista entro la primavera.

Pomodori, Madrid frena il Marocco

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In Spagna, il rinnovo in corso dell’accordo tra Ue e Marocco nel settore agroalimentare è al centro di aspre polemiche, anche nelle sedi istituzionali. Nei giorni scorsi, infatti, durante un’audizione al Senato, la ministra Rosa Aguilar ha accusato il partito popolare di ipocrisia politica e irresponsabilità, ricordando che nel 2003, quando era al Governo, lo stesso partito sostenne l’accordo con un contenuto molto simile a quello ora in discussione. Senza dimenticare, ha aggiunto la ministra, che per le produzioni spagnole si apriranno nuove possibilità di collocamento sul mercato marocchino.
La Aguilar ha comunque assicurato che il Governo manterrà un rigoroso controllo sull’applicazione dell’accordo in stretto contatto con le comunità autonome e le organizzazioni professionali. L’impegno assunto dalla ministra non è però bastato ai rappresentanti degli agricoltori, decisi a contrastare l’intesa per le pesanti perdite che potrebbe determinare, soprattutto ai danni delle produzioni ortofrutticole. Per il pomodoro, in particolare, si teme una vera e propria invasione. È stato stimato che le importazioni dal Marocco potrebbero raggiungere nel 2014 un livello di poco inferiore alle 300mila tonnellate.
Già alla fine dello scorso anno, secondo i dati provvisori diffusi dalla Fepex, l’associazione degli esportatori spagnoli, i quantitativi di pomodoro provenienti dal Marocco hanno sfiorato le 90mila tonnellate, con un aumento di oltre il 70% sul 2009, con quotazioni inferiori al prezzo di entrata stabilito (0,46 centesimi al chilo). Per questo la Fepex ha chiesto l’applicazione delle clausole di salvaguardia previste dall’intesa bilaterale in vigore.
Il nuovo accordo bilaterale prevede, da parte europea, l’immediata liberalizzazione per il 55% delle importazioni in arrivo dal Marocco. Ulteriori concessioni – sotto forma di aumento dei contingenti tariffari – riguardano il settore degli ortofrutticoli, che incide per l’80% sul totale delle importazioni Ue, ma resteranno in vigore i calendari di produzione per i prodotti considerati più sensibili e il sistema dei prezzi di entrata.
Dal canto suo, il Marocco dovrà realizzare piena liberalizzazione del mercato interno, con alcune eccezioni, ai cereali e alle produzioni lattiero-casearie della Ue.
Le parti, inoltre, hanno anche convenuto di avviare un negoziato specifico sulla protezione delle indicazioni geografiche.
Il progetto di decisione relativa al rinnovo dell’accordo con il Marocco è stata presentata dalla Commissione europea nel settembre scorso. Dopo il via libera, a dicembre, del Consiglio Ue si attende ora la pronuncia del Parlamento, prevista in primavera.
Secondo le cifre fornite dalla Commissione europea, nel periodo 2007-2009, le esportazioni comunitarie verso il Marocco del settore agroalimentare e della pesca sono ammontate a 1,03 miliardi di euro e il saldo commerciale è risultato largamente favorevole alla Ue.
 

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