SPECIALE ENOVITIS IN CAMPO –

Tutte le attrezzature dovranno essere ispezionate presso i centri autorizzati entro il 2016. Lo stabilisce il Pan, lo specifico piano d’azione. L’Italia riuscirà a raggiungere l’obiettivo senza “intasamenti” in dirittura d’arrivo?

Tutti gli atomizzatori saranno efficienti entro il 2016?

Macchina Atomizzatore

La Dir 2009/128/CE (recepita in Italia dal D.Lgs. 150/2012) ha istituito sul territorio europeo un quadro normativo per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari al fine di ridurne gli impatti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.


La Direttiva ha previsto che ciascuno Stato membro elaborasse un Pan (“Piano di azione nazionale”) nel quale venissero esplicitati nel concreto gli obiettivi da raggiungere, le azioni da adottare e gli indicatori da considerare per perseguire le finalità della norma.


Con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del 12/2/2014 del Pan Italiano (Decreto del 22/01/2014) la direttiva ha trovato piena attuazione e – con gradualità- farà sentire i suoi effetti rivoluzionando per diversi aspetti la gestione fitosanitaria delle colture e, più in generale, l’uso dei prodotti fitosanitari anche in ambito extragricolo.

La sostenibilità delle irrorazioni
Tra l’altro la norma europea e di conseguenza il Pan pongono molta attenzione alla distribuzione dei prodotti fitosanitari e, quindi, alle macchine irroratrici per la loro importanza nella “sostenibilità ambientale” dell’intervento fitoiatrico con prodotti chimici.


È noto che macchine non correttamente funzionanti e non tarate possono disperdere nell’ambiente anche l’80% del prodotto fitoiatrico che non raggiunge il bersaglio, può disperdersi nell’aria come aerosol o gocciolare sul terreno con il rischio di contaminare le acque di falda e superficiali. L’inefficiente distribuzione del prodotto fitosanitario, inoltre, rende poco efficace il trattamento, rischiando di doverlo ripetere e di favorire lo sviluppo di patogeni o fitofagi resistenti, con il risultato finale di un aumento sia del consumo di fitofarmaci sia della loro dispersione nell’ambiente.


Diverse normative europee interessano le macchine irroratrici la cui efficienza condizionerà sensibilmente anche aspetti che incidono direttamente sull’economia aziendale, come l’ampiezza delle “fasce tampone” (aree di rispetto in cui non si eseguono trattamenti) che riducono la superficie utile coltivabile.


Per il ruolo strategico delle macchine nella gestione sostenibile dei prodotti fitosanitari, anche la Dir. 2009/128 ed il relativo D.Lgs. 150/2012 di recepimento prevedono norme specifiche per le irroratrici, con particolare riferimento a quelle già in uso.

Controlli e regolazioni
L’azione del Pan che ha maggiore rilievo per la gestione delle irroratrici in uso riguarda i “controlli delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti fitosanitari” (A.3). Come richiesto dalla Direttiva, dal 2014 è diventato obbligatorio per tutte le aziende agricole sottoporre a “controllo funzionale” periodico le macchine per la distribuzione dei fitofarmaci utilizzate a scopi professionali.


Fino allo scorso anno, il “controllo” e la “regolazione” (il termine “taratura” è spesso usato come sinonimo) delle irroratrici erano richiesti solo alle aziende che adottano le misure agro-ambientali (Difesa Integrata o agricoltura biologica) dei “Piani di sviluppo rurale” o da parte di alcuni circuiti di commercializzazione (es. Globalgap) che già da tempo riconoscono l’importanza di una macchina efficiente e ben regolata non solo per ridurre l’impatto ambientale ma anche per migliorare l’efficacia e ridurre le spese dei trattamenti.


Entro il 2016 tutte le attrezzature dovranno essere state ispezionate almeno una volta. Le ispezioni dovranno essere effettuate ogni 5 anni fino al 2020 e, successivamente, ogni 3. Le attrezzature nuove dovranno essere ispezionate almeno una volta entro 5 anni dall’acquisto. Dopo il 2016 potranno essere impiegate per uso professionale soltanto le attrezzature che avranno superato positivamente il controllo.

La carica dei 600mila
Nel Pan sono definite le tipologie di macchine da controllare (tra le attrezzature di uso più comune in agricoltura vi sono gli atomizzatori per vigneto), le tipologie particolari per le quali si adotteranno scadenze e intervalli diversi, le tipologie esonerate (pompe spalleggiate manuali o prive di ventilatore). Nel nostro Paese le irroratrici e gli atomizzatori non sono né immatricolate né censite ma stime prudenziali riportate nello stesso Pan indicano la presenza di circa 600.000 macchine operanti sul territorio italiano, di cui il 61% è rappresentato da macchine per l’impiego di prodotti fitosanitari su vigneto e colture arboree, il 31% da barre irroratrici ed il restante 8% da attrezzature portate.


È da considerare che l’Italia è al primo posto in Europa non solo per numero ma anche per le tipologie di queste macchine (a pressione, pneumatiche, scavallanti, a tunnel, impolveratrici, per la distribuzione localizzata, per la distribuzione in serre, fogger, pompe spalleggiate, ecc.) e ciò renderà non facile l’adozione di protocolli standardizzati.


Il Pan affida l’esecuzione dei controlli a “Centri prova” autorizzati dalle autorità regionali nei quali operano tecnici abilitati a seguito di uno specifico percorso formativo con esame finale. In Italia già operano circa 150 “Centri prova”, per l’esecuzione del controllo funzionale e della regolazione, ma è prevedibile che il loro numero aumenterà per la forte richiesta che si è venuta a creare con l’obbligo periodico del controllo e che, di fatto, crea nuove opportunità di lavoro nel settore. In effetti, nei mesi scorsi diverse Regioni hanno attivato corsi di formazione per abilitare tecnici per i controlli funzionali.

Il ruolo di Enama
In Italia, fino allo scorso anno, la competenza sui controlli delle irroratrici era esclusivamente regionale e questo ha determinato differenze di procedure e di costi anche notevoli tra le diverse Regioni. Da diversi anni, però, l’ENAMA (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola), su incarico del Ministero dell’agricoltura, ha predisposto linee guida per armonizzare sul territorio nazionale le procedure del controllo funzionale e della taratura delle irroratrici, coerentemente a quanto previsto dalle norme europee.


In effetti, il Pan ha sostanzialmente recepito buona parte di queste linee guida, utilizzando procedure analoghe per l’abilitazione dei tecnici, per l’accreditamento dei Centri prova, per il riconoscimento delle procedure standard di controllo e di regolazione nonché per le relative certificazioni.


Il Pan “rafforza” così il ruolo di supporto tecnico dell’ENAMA, prevedendo per l’ente dei compiti specifici tra cui l’istituzione di un “registro nazionale dei controlli effettuati” che potrebbe essere propedeutico ad una sorta di “anagrafe” delle irroratrici, fondamentale ora che il loro controllo periodico è diventato obbligatorio (come si fa a verificare che macchine non censite siano state controllate senza un’anagrafe?).


Per le macchine irroratrici, oltre al “controllo funzionale” obbligatorio, il Pan prevede due livelli diversi di regolazione (o taratura): uno “aziendale” e anch’esso obbligatorio, che può essere eseguito senza particolari attrezzature e quindi anche direttamente in azienda. La regolazione aziendale obbligatoria, che deve essere effettuata periodicamente dall’utilizzatore come la manutenzione, ha lo scopo di adattare l’attrezzatura alle specifiche realtà colturali aziendali e di definire il corretto volume di miscela da distribuire. Le operazioni di regolazione dovranno essere registrare annualmente su apposita scheda da allegare al registro dei trattamenti, riportando la data di esecuzione e i volumi di irrorazione utilizzati per le principali tipologie colturali. Nel Pan sono elencate le principali verifiche e regolazioni da effettuare.


La “regolazione strumentale” è facoltativa ma consigliabile a completamento del controllo funzionale. È richiesta alle aziende in regime di “difesa integrata volontaria” (che cioè aderiscono a misure volontarie dei PSR) e, poiché necessità di attrezzature specifiche e personale qualificato, deve essere effettuata da Centri prova accreditati. Il Pan prevede una validità massima della regolazione strumentale di 5 anni e la possibilità per le Regioni di incentivarne la esecuzione.

Più uniformità nei costi
Come già detto, il costo del servizio di controllo e taratura è molto variabile tra le Regioni, passando dalla completa gratuità del Lazio o della Basilicata (il servizio è totalmente a carico della Regione) ad un massimo di oltre 200 euro della Lombardia. Il D.Lgs. 150/2012, tra le disposizioni finanziarie, ha previsto che il costo sia a carico dei proprietari delle irroratrici e che le tariffe siano stabilite da un apposito decreto del Mipaaf, che pare ci stia lavorando. Una tariffazione nazionale unica sarebbe probabilmente auspicabile ma non sarà facile codificare tutte le possibili variabili del controllo o della regolazione (servizio “a domicilio”, tipo di irroratrice, regolazione su più sistemi colturali, ecc.). Nelle more, restano in vigore le tariffe stabilite dalle singole Regioni che potrebbero incentivare, eventualmente anche con gli strumenti offerti dalla prossima Pac la nascita di nuovi Centri prova, i corsi abilitanti per tecnici, l’esecuzione dei controlli programmati per tipologie aziendali, in modo da scaglionare l’ispezione delle macchine ed evitare la loro concentrazione alla fine del 2016.

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