44 milioni di ettolitri (-5%) e qualità al top. Decisivo il clima di questo mese –

In ripresa i prezzi all’ingrosso di uve, mosti e vini in quasi tutte le regioni: dal 5%

Vendemmia, la qualità sarà ottima


Si profila una vendemmia positiva quest’anno per i vini italiani.
I cambiamenti climatici e le bizzarrie del tempo infatti non hanno compromesso la raccolta di uva che nel 2011 genererà 44 milioni di hl di vino, in calo di poco più del 5% rispetto al 2010, ma con le carte in regola per raggiungere un alto livello qualitativo in quasi tutte le regioni italiane. Molto dipenderà dal clima di settembre: se soleggiato ma fresco e con buoni escursioni termiche notturne, le possibilità di ottenere vini bianchi profumati e rossi ben strutturati ci sono tutte.
 

 

QUOTAZIONI IN AUMENTO
Sono le prime stime sull’annata 2011, elaborate dall’Assoenologi sulla base di circa il 30% dell’uva già raccolta. Si evidenzia anche «una chiara ripresa del settore testimoniata – sottolinea il direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli – dall’incremento delle quotazioni all’ingrosso di uve, mosti, e vini in quasi tutte le regioni italiane con incrementi (dal 5% al 20% per le tipologie più richieste). Nel 2010 – ricorda Martelli – i prezzi all’ingrosso dei vini erano invece stati uguali al 2009 anno in cui erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008. La conseguenza fu che ad un incremento del 6,2% in volume delle esportazioni, corrispose nel 2009 un calo del 6,1% in valore: segno che i nostri produttori pur di non perdere i mercati avevano preferito abbassare i prezzi.».
 

 

BOOM DELL’EXPORT CONSUMI INTERNI GIÙ
Continua intanto anche quest’anno il boom dell’export di vino che già nel 2010 aveva fatto registrare un incremento dell’11,9% in valore e dell’11% in volume. Un trend confermato – dice Assoenologi – dai più recenti dati 2011, quelli del primo trimestre, che indicano un ulteriore incremento del 15% in valore e del 16,5% in volume.
Al boom delle esportazioni si contrappone un ormai strutturale calo dei consumi interni di vino che, secondo Assoenologi, sono orientati verso un ulteriore decremento rispetto ai già bassi 43 litri pro-capite del 2010 contro i 47 del 2007.
Un dato testimoniato anche dal netto calo della superficie di uva da vino in Italia che in vent’anni ha perso 286.000 ettari, ovvero quanti ne hanno oggi la Lombardia, la Puglia e la Sicilia insieme. Eppure ancora oggi il 17% della produzione mondiale di vino, che ammonta a 300 milioni di ettolitri di cui il 60% provenienti dall’Ue parla italiano così come il 30% di quella europea.
Un’annata con vini di alto profilo in quasi tutte le regioni, ma divisa in due parti come precisa Martelli: «Il Centro-Nord (fino alla Toscana) manifesta un’incidenza produttiva abbastanza omogenea rispetto allo scorso anno (da 0 a 5%); il Centro-Sud (dalle Marche alla Sicilia) con flessioni dal 5 al 20%. In controtendenza la Sardegna che dopo tre anni di cali sale del 15%.
Al Sud hanno inciso sulla flessione della raccolta anche la vendemmia verde e gli estirpi dei vigneti a fronte del premio comunitario. Qualitativamente si riscontra una certa omogeneità in quasi tutte le regioni.


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