I diversi materiali a confronto –

I pali metallici, nonostante i prezzi unitari maggiori, possono consentire risparmi nella manodopera

Vigneto: Quanto costa la palificazione

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L’utilizzo di pali metallici ha rivoluzionato il sistema di palificazione dei vigneti per la realizzazione dei quali questo tipo di materiale è oggi di gran lunga quello più utilizzato.

Le esigenze della viticoltura dei nostri giorni è quello di poter disporre di pali adeguatamente robusti, durevoli nel tempo e dotati di una certa elasticità in grado di assecondare al meglio il lavoro delle vendemmiatrici mecca-niche.

Il principale pregio dei pali metallici, proprio in fatto di vendemmia meccanica, è quello di essere dotati di una sezione non eccessiva che permette a tutti i tipi di macchina di operare al meglio la raccolta anche in prossimità del palo stesso. Ovviamente i pregi di questi materiali, che nelle loro svariate sezioni e sagome hanno conquistato tutte le aree viticole del nostro paese, sono anche quelli della praticità della posa in opera in campo ed in particolare dell’interramento, dovuto alla loro leggerezza, oltre che alla semplicità del fissaggio dei fili derivante dai particolari sistemi di aggancio degli stessi ricavati in fase di produzione del tu-tore.

 

COME SCEGLIERE

Fra la miriade di tipologie di pali per vigneto oggi disponibili non è certo facile scegliere quello più adatto alla realizzazione di un nuovo impianto anche se alcune considerazioni di base possono aiutare nella scelta. Innanzitutto i pali metallici vanno distinti fra tubolari e profilati. Quelli tubolari sono ricavati da un tubo, sia esso in acciaio inox che zincato a caldo, opportunamente dotato di fori o asole per il fissaggio dei fili. La robustezza di questo palo è sempre dovuta oltre al tipo di acciaio dal quale è ricavato, soprattutto dal suo spessore che in genere può variare fra gli 1,2 e gli 1,5 millimetri per i pali in acciaio inox ed gli 1,5 e i 2,00 millimetri per quelli zincati. Questi spessori fino ad oggi hanno dimostrato di offrire la sufficiente robustezza al palo ed un costo che diventa accettabile nel confronto con altri tipi di materiali.

 

TIPI DI PALO

I pali tubolari, ricavati da un tubo commerciale di diametro in genere compreso fra i 55 ed i 65 millimetri, risultano leggermente meno elastici di quelli profilati anche se con una robustezza, a parità di peso, vale a dire di quantità di materiale, indicativamente superiore del 10% circa rispetto ai pali profilati. I più diffusi sono quelli in acciaio inox e possono essere utilizzati sia come palo intermedio che come palo di ancoraggio proprio in virtù di questa sua caratteristica minore flessibilità che lo rende idoneo al pensionamento dei fili.

I pali profilati, quelli cosiddetti ad “U” o a “C” o ad “Omega” proprio per identificare la loro forma, sono quelli di gran lunga oggi più diffusi ed utilizzati in senso assoluto e sono fra loro un poco tutti simili. Si tratta di pali ricavati da acciaio, zincato o corten, opportunamente sagomati a semicerchio ma aperti da un lato in modo da risultare sufficientemente robusti con un minore utilizzo di materiale. In genere la robustezza di questo tipo di palo non è tanto imputabile al disegno del profilo e delle sue nervature di rinforzo, che potrà comunque avere una sua influenza pur se minima, ma soprattutto dallo spessore e dal peso del palo stesso. Lo spessore dei pali profilati più utilizzati in genere varia fra gli 1,2 ai 1,75 millimetri ed il peso dei pali è strettamente dipendente dalla larghezza della lamiera prima della profilatura. Questa può variare dai 12 ai 16 centimetri. Il palo profilato gode di un’ottima elasticità.

 

TIPI DI MATERIALE

Acciaio zincato: è il tipo di materiale più diffuso utilizzato oggi per la creazione della maggior parte dei profili. La zincatura ideale ovviamente è quella realizzata a caldo che deve necessariamente essere eseguita dopo la creazione del palo stesso. Proprio questa lavorazione in due fasi influisce sensibilmente sul costo di questo tipo di pali

Corten: questo tipo di materiale è dotato di una elevata resistenza meccanica ed elevata resistenza alla corrosione atmosferica che ne permette l’utilizzo tal quale. Si tratta di quei pali apparentemente arrugginiti ma che in virtù di questa loro passivazione naturale assicurano un’ottima durata nel tempo. Sono leggermente meno costosi rispetto ai pali in acciaio zincato a caldo dopo la lavorazione.

Acciaio inox: in virtù dell’elevato costo dell’acciaio inox con questo tipo di materiale vengono in genere realizzati pali in tubolare derivati da partite di prodotto fuori standard reperibili sul mercato e che permettono di ottenere pali di prezzo paragonabile a quello degli altri tipi di pali metallici.

 

FISSAGGIO DEI FILI

Uno degli aspetti più affascinanti legato all’utilizzo dei pali metallici è quello del sistema di fissaggio dei fili che può essere ricavato con apposite asolature o con ganci specifici realizzati a differenti altezze ed in genere idonei a qualsiasi sistema di allevamento si intenda adottare.

Questi sistemi di fissaggio oltre ad agevolare considerevolmente le operazioni di allestimento della struttura assicurano il mantenimento, nel tempo, della perfetta linearità dei fili che nel corso della vita utile del vigneto non avranno mai modo di abbassarsi pur non essendo tenacemente fissati al singolo palo. In un vigneto dove si attua un’integrale meccanizzazione è tuttavia sempre bene che i fili vengano di tanto in tanto fissati con una legatura classica tale da impedire al filo stesso di uscire dalla propria sede senza però immobilizzarlo in quella posizione. Uno dei principali vantaggi dell’utilizzo dei pali metallici in effetti e proprio quello di potere creare una struttura nella quale i fili, pur essendo sorretti dai pali, possono scorrere nel punto di contatto con lo stesso assicurando una corretta tensionatura nel tempo per il fatto di essere molto meno sollecitati durante operazioni colturali che coinvolgono il palo stesso come per esempio la vendemmia meccanica.

 

COME SCEGLIERE IL PALO GIUSTO

Realizzare un vigneto con pali metallici significa necessariamente adottare sesti di palificazione più ravvicinati rispetto a quelli praticabili con altri tipi di materiali cosiddetti classici. In funzione dello spessore del palo, della sua sezione ed anche dell’altezza, oltre che della vigoria del vigneto, è sempre opportuno adottare sesti massimi compresi fra i 4,00 ed i 4,50 metri fra un palo e l’altro. Questo in tanti casi significa utilizzare un 25% di pali in più rispetto ad una palificazione classica in presenza di una resistenza del singolo palo che è del 45% inferiore a quella di materiali come legno o cemento nel confronto dei quali il paragone diventa inevitabile.

Questa resistenza, realizzabile con pali di peso di almeno 1,75 chilogrammi a metro è in genere ampiamente sufficiente ad assicurare la perfetta staticità dell’impianto anche in virtù della maggiore elasticità dello stesso. Il limite dei pali metallici è rappresentato dalla sezione inferiore rispetto a quella dei materiali classici rispetto ai quali offrono una minore superficie di appoggio rispetto alle sollecitazioni perpendicolari rispetto al senso del filare. A tale proposito va sottolineato come tutti i pali profilati in genere offrano proprio la loro faccia più sottile alla sollecitazioni perpendicolari proprio per il fatto che solo questa loro sagomatura gli conferisce la maggiore elasticità e resistenza. È soprattutto per questo motivo che risulta importante infittire leggermente i sesti ed interrare i pali ad una profondità tale da raggiungere sempre gli strati di terreno compatti e come minimo 90-100 centimetri. In presenza di filari molto lunghi i filari esterni, soprattutto nella porzione centrale lontana dagli ancoraggi, potrebbe verificarsi una maggiore sollecitazione del vento. In questi casi sarà sufficiente infittire i pali sul filare di confine rinforzando la parete sottovento con un sesto di palificazione più ravvicinato, esteticamente non visibile, rispetto a quello adottato nel resto del vigneto.

 

COSTI

In genere il palo metallico non viene scelto in virtù del costo ma per tutte le peculiarità che rendono la struttura idonea ad una razionale meccanizzazione. Ciò nonostante è sempre inevitabile il confronto dei costi rispetto a quello di altri materiali. Questi ovviamente dovranno tenere conto del differente sesto di palificazione, del differente numero di tutori necessari e talvolta anche dei maggiori oneri di messa in opera di un materiale rispetto ad un altro visto per esempio che la leggerezza dei pali metallici e la praticità di interramento meccanico permette un contenimento di questi costi.

Per una corretta analisi dei costi di palificazione devono quindi essere considerati i prezzi unitari dei pali utilizzati in funzione del loro sesto di impianto più razionale e quindi del numero di tutori necessari. Per poter giungere ad un paragone immediato occorrerà quindi confrontando differenti sesti di utilizzo dei pali in rapporto al metro lineare di filare. Analizzando la sola incidenza di costo dei pali emerge come i pali metallici siano più costosi rispetto ai materiali più classici. Anche inserendo nel calcolo economico le voci legate alla differente incidenza dei costi di interramento e del minore numero di tutori utilizzati i valori finali, sempre espressi a metro lineare di filare, risultano più onerosi per i pali metallici ed in misura maggiore per i pali più leggeri che necessitano di un sesto più ravvicinato. Tutto questo ovviamente non prende in considerazione il risparmio di manodopera che con i pali metallici si riesce a realizzare nel montaggio dei fili e tutti gli ulteriori vantaggi legati alla ridotta esigenza di manutenzione.
 

 

Foto di Claudio Corradi


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