ll commissario Ciolos apre sul mantenimento dei diritti d’impianto: l’importante è renderli efficaci –

Catania: non deve essere una proroga, va garantita in futuro la gestione del potenziale produttivo

Vinitaly: Vino, la Ue frena sulla deregulation

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Inaugurazione Il ministro Mario Catania con il governatore Luca Zaia e il presidente di Veronafiere Ettore Riello

 

Aver istituito un gruppo di alto livello che sta studiando l’impatto del sistema dei diritti d’impianto è il segno che Bruxelles si è convinta della necessità di ripensare la questione individuando soluzioni pragmatiche». La conferma è arrivata direttamente dal Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, nel corso della sua visita al Vinitaly di Verona.
L’apertura del Commissario Ue sulla liberalizzazione è il primo segnale significativo da parte di Bruxelles sull’ipotesi di rivedere l’intera strategia della deregulation dei vigneti che, secondo la riforma Ocm del 2007, dovrebbe partire dal 2015. La posizione è arrivata dopo che nei giorni scorsi a Parigi era emerso che i paesi favorevoli al mantenimento del sistema dei diritti di impianto avessero ormai toccato quota 15.
«Il problema non è mantenere il sistema dei diritti – ha spiegato Ciolos –ma di renderli più efficaci. Prima di prendere decisioni in merito riteniamo importante attendere i risultati dell’indagine che sta effettuando il gruppo di alto livello e poi valutare anche gli schieramenti in campo tra i paesi. Ricordo infatti che la deregulation dei diritti di impianto è parte integrante di una riforma approvata appena quattro anni fa e occorrono maggioranze qualificate per tornare nuovamente sulla questione».
«La novità importante – ha sottolineato da parte sua il ministro per le Politiche agricole, Mario Catania – è che la Commissione si stia cominciando a interrogare sulla necessità di rivedere questo capitolo. Poi occorrerà lavorare sul piano tecnico per individuare una soluzione che non sia una mera proroga dell’attuale sistema dei diritti di impianto ma che possa garantire nel futuro il medesimo effetto sulla gestione del potenziale produttivo».
Il Commissario Ciolos ha anche toccato il capitolo della promozione. «Nei prossimi giorni – ha detto – la Commissione Ue effettuerà una comunicazione sulla promozione dei prodotti alimentari di qualità. Dopo si aprirà il dibattito e noi siamo aperti a ogni soluzione che verrà prospettata. Siamo convinti della necessità di adattare a una realtà di mercato in continua evoluzione gli strumenti di promozione dei prodotti di qualità e del vino in particolare. In quest’ottica è anche possibile che vengano estesi ai paesi comunitari i sostegni alle azioni promozionali dedicati al vino e oggi limitati solo agli investimenti sui mercati extra-Ue».
Sulle novità in materia di Ocm vino è intervenuto anche Catania che ha sottolineato la propria ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di distribuire risorse ai viticoltori con il meccanismo del disaccoppiamento. «Nella prospettiva di una riforma dell’Ocm vino – ha spiegato il ministro – dobbiamo sciogliere il nodo del riutilizzo delle risorse che si libereranno a fine 2012, con la cancellazione delle misure di mercato. Abbiamo avviato il confronto con le organizzazioni agricole ma fin d’ora escludo categoricamente qualsiasi ipotesi di disaccoppiamento nel settore del vino».
La riforma dell’Ocm varata nel 2007 – a giudizio del ministro – ha funzionato. «Si sono estirpati vigneti laddove era necessario – ha sostenuto – e cioè dove si producevano vini senza mercato. Allo stesso tempo la prospettiva della fine delle misure di mercato sta innescando una riconversione di alcune cantine che forse avrebbero dovuto muoversi in questa direzione già in passato.
Insomma, credo che ci siano capitoli di spesa più fruttuosi verso i quali dirottare le risorse disponibili anziché distribuire risorse “a pioggia”. A cominciare dalla ristrutturazione dei vigneti che continua a riscuotere successo fra i viticoltori e che ci sta consentendo di ristrutturare il vigneto Italia che in larga parte era ormai obsoleto».


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