FEDAGRI –

Fatturato in crescita (+20% in sei anni) grazie alla propensione all’internazionalizzazione

Vino e coop, una formula vincente

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Le note negative: cala il mercato interno (-7,2% nella Gdo e nell’Horeca è peggio). Le note positive: il mercato estero è in forte recupero dopo la crisi del 2008 e l’Italia overperforma in quasi tutti i mercati (tranne Cina e Brasile). Significa che le chance per il nostro vino si giocano soprattutto aumentando i margini di competitività sui mercati esteri e c’è un modello organizzativo che più di altri ha saputo cogliere questa opportunità. «Negli ultimi 6 anni – rileva Denis Pantini di Nomisma – il fatturato e il valore aggiunto delle cooperative vitivinicole di Fedagri sono cresciuti del 20%. Se si prende in considerazione solo l’ultimo anno l’incremento è del 10%, superando di 3 punti le imprese non cooperative». È quanto emerge dall’analisi di Nomisma Wine Monitor presentata a Bevagna (Pg) il 24 ottobre durante l’appuntamento annuale con l’Assemblea nazionale del settore vino di Fedagri/Confcooperative.

«Queste cifre – commenta Adriano Orsi – mostrano la capacità di fornire risposte convincenti ad un comparto economico che non può vivere solo dell’antinomia tra pubblico e privato». Il vantaggio cooperativo, secondo il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri risiede nella capacità di mantenere vive le aziende famigliari sfruttando comunque le economie di scala. Soprattutto nel caso delle imprese più strutturate ed organizzate.

«La dimensione conta anche nel vino – puntualizza Enrico Zanoni di Cavit -. La frammentazione causa infatti la terziarizzazione della fase commerciale rendendo i mercati più “opaci” per la produzione». Ma per mantenere adeguate dimensioni e non perdere il contatto con la filiera occorre che la base sociale non si disperda. Nell’analisi di Wine Monitor l’Umbria è una delle poche Regioni a perdere quote nell’export di vino nel primo semestre 2013. Colpa della crisi di alcune strutture e di alcune produzioni. «Investire su promozione e conversioni – testimonia Gianfranco Chiacchieroni del Consiglio regionale umbro – ha senso solo se si rafforza l’aggregazione e l’unità di intenti».

«Rafforzare la partecipazione – annuncia Fabiola di Loreto, Vice Direttore di Confcooperative – è uno degli obiettivi che ci sta spingendo ad un ripensamento delle nostre strutture operative e di servizio». Una vitalità che testimonia la volontà di non rassegnarsi alla crisi. Nemmeno a quella del consumo interno di vino.

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